Vicari indagata si dimette Il governo perde pezzi su un nuovo caso Rolex

Vicari indagata si dimette Il governo perde pezzi su un nuovo caso Rolex
20 Maggio Mag 2017 8 giorni fa

La sottosegretaria è accusata di corruzione I pm: favori agli armatori. Nei guai Crocetta

A ncora dimissioni per un Rolex in casa ex Ncd, ora Ap. Un supersconto sull'Iva, fondi regionali «gonfiati» e, in premio, un orologio da 5.800 euro a Natale. La storia del sottosegretario alle Infrastrutture Simona Vicari e dell'armatore trapanese di Liberty Lines Ettore Morace, come la ricostruiscono i pm di Palermo, sembra un dejà vu. Ancora una volta un esponente centrista sospettato di corruzione per un dono prezioso e le dimissioni. Come nel 2015 quando Maurizio Lupi, per il Rolex da 10mila euro regalato al figlio da un imprenditore arrestato per tangenti, lasciò la poltrona di ministro delle Infrastrutture.

L'inchiesta «Mare monstrum» della procura palermitana porta all'arresto di Morace per corruzione e all'iscrizione della Vicari tra gli indagati per lo stesso reato. «Un regalo che nulla ha a che vedere con il mio ruolo», dice lei. E nei guai c'è anche il governatore siciliano Rosario Crocetta, indagato per concorso in corruzione. Morace l'avrebbe invitato sulla sua barca, gli avrebbe pagato l'albergo a Filicudi e, secondo le intercettazioni, «gli avrebbe inviato una cosa sulla questione dell'Iva». Crocetta sarebbe intervenuto per le compensazioni per le tratte di collegamento con le isole minori e si sarebbe accordato con il «re dei traghetti», dice una funzionaria regionale, per alzare all'80% la liquidazione delle spese. Lui assicura: «Ho la coscienza a posto, con i fatti ho dimostrato di aver distrutto i profitti delle compagnie di navigazione marittime».

Ma il procuratore di Palermo Francesco Lo Voi parla di «un sistema nel quale la corruzione era una modalità quasi ordinaria, con un connubio sistemico tra imprenditoria e politica». Agli arresti domiciliari finisce il candidato sindaco di centrodestra a Trapani Girolamo Fazio, con il funzionario della Regione siciliana Giuseppe Montalto (segretario particolare dell'assessore di Crocetta Pistorio), poco dopo la richiesta di soggiorno obbligato per l'altro candidato sindaco, Antonino D'Alì di Fi. Una bufera che porterà al rinvio delle elezioni.

Spunta anche il nome di Lupi in quella che per i pm è una «guerra» tra armatori: a lui si rivolgono i Franza di Messina, mentre Morace punta sulla Vicari per ottenere dal Parlamento una legge a suo vantaggio. I primi vogliono mantenere al 10% l'Iva sul trasporto marittimo, l'altro spinge l'emendamento che la riduce al 4% per rafforzare il suo quasi monopolio sulle navi veloci. Ci riesce, grazie alla sottosegretaria e risparmia almeno 7 milioni di euro, che per le casse dello Stato sono un uguale ammanco. «Non ce n'è per nessuno!», esclama trionfante la Vicari nella telefonata intercettata il 20 novembre scorso. Si assume di fronte a Morace, scrivono i pm, «tutti i meriti dell'iniziativa parlamentare», ed è chiaro che ha «palesemente asservito le proprie funzioni a interessi eminentemente privatistici, ricevendo in cambio una cospicua remunerazione secondo il tipico schema della corruzione impropria». Poco dopo il fratellastro (dipendente della Liberty Lines) le consegna il Rolex. Il M5S insorge contro la «vicenda gravissima», ma per i pm Morace ottiene anche il ritiro della proposta di nomina di uno scomodo consulente all'assessorato regionale ai Trasporti, Prestigiacomo. Montalto chiede di attivarsi al portavoce grillino Sergio Tancredi che, risulta dalle intercettazioni, sbarra la strada al «Papa nero», facendo mancare il numero legale.

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