Sniper ghost warrior 3

Sniper ghost warrior 3
21 Maggio Mag 2017 21 maggio 2017

Titolo che è riuscito a fondere l’open world a uno sparatutto action-stealth, vincendo una scommessa molto rischiosa

La serie Sniper: Ghost Warrior, sviluppata da CI Games, esordì’ nel 2010, senza riscuotere molto successo. Dopo un vistoso miglioramento nel secondo titolo, eccoci giunti al terzo capitolo della serie, ribattezzato Snuper: Ghost Warrior 3, titolo che è riuscito a fondere l’open world a uno sparatutto action-stealth, vincendo una scommessa molto rischiosa, dato che è rara l’idea di un game concept di tal genere.

Questa volta, ci troviamo a seguire l’avventura di un capitano della marina americana, Jon North, in missione, in Georgia, per eliminare precisi bersagli e recuperare documenti di vitale importanza per il governo, che sta tenendo sotto controllo il paese, dato che è vittima di un regime corrotto ed è sull’orlo di una guerra civile tra diversi eserciti di separatisti.

Jon però non è andato in missione solo per dovere patriottico, ma anche per ritrovare suo fratello, rapito in una precedente missione fallita, parente che, secondo i rapporti della CIA, dovrebbe trovarsi proprio sul territorio georgiano.

Una prima pecca che emerge in questo gioco è la poca cura della parte “narrativa” tra inespressività dei volti, incapacità dei dialoghi di rendere al meglio certe situazioni e una trama molto piatta, senza particolari colpi di scena, con il risultato di non suscitare un totale interesse del giocatore verso la mera storia, facendolo più propendere sul gameplay.

i modi per giocare le missioni sono diversi. Si può decidere di avere un approccio più da sniper, appostandosi in zone sopraelevate per colpire i nemici con il nostro fucile da cecchino dopo averli stanati con un piccolo drone telecomandato, oppure lanciarsi nella mischia, anche usando tattiche stealth.

Ovviamente, per il modo in cui è stato pensato questo titolo, è più semplice la prima scelta, in quanto saremo più coperti e difficilmente localizzabili, anche se a rendere le cose complicate saranno altri elementi, come la gestione dei colpi, l’usura del silenziatore e la gestione di respiro e vento per mandare a segno il proprio tiro.

Durante tutto l’arco della campagna dovremo gestire i colpi, creandoli per mezzo di un sistema di crafting molto semplice; inoltre, sarà necessario creare dei kit di riparazione per il silenziatore, dato che dopo alcuni colpi si romperà con la conseguenza che le nostre esplosioni rimbomberanno in tutta l’area, permettendo ai nemici di trovarci, rispondendo al nostro fuoco.

Nemici che, comunque, non sono dotati di una grandissima intelligenza artificiale e ciò diventa il difetto più grande di un titolo potenzialmente interessante.

Non accorgersi del proprio alleato morto a pochi metri di distanza e il non riuscire a trovare il nostro personaggio appena si nasconde in un cespuglio, sono solo degli esempi delle azioni che compiranno, durante la storia, i georgiani, rendendo la vita al giocatore molto più agevole.

Uccidendo i nemici otterremo dei punti esperienza e, quindi, dei bonus abilità che potremo investire in tre campi: cecchino, fantasma e guerriero, ognuno dei quali andrà sfruttato con consapevolezza in relazione al tipo di sfida che si vuole affrontare.

Per quanto riguarda il comparto tecnico, l’utilizzo del CryEngine si vede ed è molto apprezzabile (e valorizzato) negli ambienti più ampi, mentre i dettagli delle ambientazioni potevano essere più curati.

Da segnalare, inoltre, anche i tempi di caricamento eccessivamente lunghi.

In sostanza, Sniper: Ghost Warrior 3 è un titolo ben riuscito per quanto riguarda il gunplay e per l’introduzione dell’open world. Peccato che qualche accorgimento in più avrebbe potuto far alzare la valutazione di questo gioco, facendolo diventare uno dei titoli di punta del genere sniper.

Commenti

Commenta anche tu