Russiagate, il ministro della Giustizia Usa pronto a lasciare in polemica con Trump

Russiagate, il ministro della Giustizia Usa pronto a lasciare in polemica con Trump
Inside Over
7 Giugno Giu 2017 07 giugno 2017

Il procuratore generale degli Stati Uniti, Jeff Sessions, ha offerto le sue dimissioni al presidente Donald Trump, dopo le forti tensioni sul Russiagate, l'inchiesta sulla possibile interferenza dal Cremlino sulle ultime elezioni

Grosso guaio a Washington. Ancora una volta per colpa del Russiagate, sulla possibile interferenza dal Cremlino sulle ultime elezioni per la Casa Bianca. Il procuratore generale (ministro della Giustizia) Jeff Sessions, ha offerto le proprie dimissioni al presidente, dopo l'intensificarsi delle tensioni tra loro due. I rapporti tra Donald Trump e Sessions sono molto tesi da quando il capo della Giustizia si è estromesso dall'indagine.

Il Washington Post che cita fonti vicine alla Casa Bianca coperte dall'anonimato, scrive che Trump non sapeva delle decisione di Sessions fino a poco prima dell'annuncio e ora lo accusa di alcuni dei successivi sviluppi, come la nomina del procuratore speciale Robert Mueller per supervisionare il caso Russiagate. Trump si sarebbe infuriato, discutendo in modo teso con il suo procuratore generale, ma respingendo le dimissioni presentate da Sessions. Secondo queste stesse fonti la rabbia di Trump sarebbe anche legata al blocco dei suoi "travel ban" da parte dei tribunali.

Lunedì il presidente se l'è presa con il Dipartimento di Giustizia (guidato da Sessions) per come ha gestito questa disputa legale. In una serie di tweet ha punttato il dito contro il dipartimento, accusandolo di non aver voluto lasciare la versione originale del travel ban, "non quella annacquata e politicamente corretta sottoposta alla Corte Suprema". Il portavoce della Casa Bianca, Sean Spicer, a cui è stato chiesto se Trump ripone ancora fiducia in Sessions, ha detto di "non aver parlato con lui di questo".

"Buona fortuna": Trump rivolge queste due parole a James Comey, l'ex direttore dell'Fbi (licenziato in tronco lo scorso 9 maggio) in vista della sua audizione di fronte alla Commissione intelligence del Senato, in programma giovedì. Il presidente ha risposto così alla domanda di un giornalista. Il portavoce Spicer ha aggiunto che Trump "avrà una giornata piena giovedì" e non ha detto nulla se seguirà o meno l'audizione, che verrà trasmessa in diretta dai principali network televisivi americani.

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