Picconata alla legge "frena-Wall Street"

Picconata alla legge frena-Wall Street
10 Giugno Giu 2017 10 giugno 2017

Via i vincoli voluti da Obama dopo il crac Lehman. Le banche più libere

Donald Trump dà il primo colpo di piccone al Dodd-Frank Act, la legge con cui nel 2010 Barack Obama ha recintato Wall Street, imponendo tutta una serie di paletti per evitare la riproposizione dei disastri provocati dalla crisi dei mutui subprime e culminati col crac di Lehman. Dalla Camera Usa è infatti arrivato il semaforo verde al disegno di legge, il Financial Choice Act, che ridefinisce il perimetro d'intervento delle autorità regolatorie, rendendolo più stretto, e libera le banche dei vincoli relativi ai parametri di capitale e di liquidità. Vengono inoltre riviste le disposizioni per le grandi istituzioni in bancarotta, rafforzando il concetto, secondo i critici, del «too big to fail» perché occupano posizioni chiave nell'economia e pertanto impongono il soccorso pubblico in caso di fallimento. Il provvedimento indebolisce poi i poteri del Consumer Protection Bureau, l'ufficio per la tutela dei consumatori.

L'idea di Trump è che, liberando Wall Street dagli attuali lacci, si possa innescare un circolo virtuoso benefico per l'economia anche in termini di nuova occupazione. Il pericolo, tuttavia, è che questo processo di deregulation sia terreno fertile per nuove scorribande finanziarie più che il mezzo per tutelare i forgotten men, quei lavoratori dimenticati che più volte The Donald aveva citato durante la campagna elettorale. Il presidente Usa ha però per ora solo vinto una battaglia. Ben diversa potrebbe essere la sorte della legge al Senato, dove Trump può contare solo su una maggioranza risicata.

Il nuovo provvedimento rischia inoltre di compromettere i rapporti, già non idilliaci, tra la Casa Bianca e la Federal Reserve. La presidente della banca centrale Usa, Janet Yellen, ha negli ultimi mesi invitato Trump più volte, e con toni perentori, a «non riportare indietro le lancette della regolamentazione finanziaria».

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