Poca «energia» nei brevetti italiani

14 Giugno Giu 2017 14 giugno 2017

Poche «invenzioni» nel Paese. Ma emergono Lombardia, Piemonte e Lazio

Sofia Fraschini

Tante idee e creatività, ma pochi brevetti. In particolare nel campo energetico ed elettrico. L'Italia fotografata dal Rapporto I-Com (Istituto per la competitività) 2017 sull'innovazione energetica è quella che non ti aspetti. E tratteggia uno scenario tutt'altro che positivo per il Paese. Nonostante il forte sviluppo delle rinnovabili, aiutate da consistenti incentivi (l'ultima tranche da 9 miliardi in 20 anni è stata varata dal governo Renzi), l'Italia rimane molto indietro rispetto agli altri Paesi in fatto di licenze per «invenzioni»: con piazzamenti che non vanno mai al di sopra del settimo posto.

In generale, nel mondo, l'80% dei brevetti riguardano fotovoltaico, l'accumulo di energia, l'eolico e il solare termodinamico. Restano ancora ai margini gli ambiti relativi a smart grid, cogenerazione e geotermia.

In questo quadro, i leader mondiali sono gli Stati Uniti, seguiti da Giappone e Corea del Sud, mentre prima tra i Paesi europei è la Germania, che si fa notare, oltre che su fotovoltaico e accumulo, sul settore eolico producendo da sola il 35% delle domande di brevetto depositate complessivamente dai 10 Paesi esaminati. Nello stallo italiano, l'attività brevettuale è prevalentemente concentrata in Lombardia, seguita da Piemonte e Lazio. Ma mentre queste ultime si focalizzano su eolico e fotovoltaico, l'attività lombarda appare più variegata, a trecentosessanta gradi sul settore elettrico. Di fatto, comunque, l'Italia non riesce a distinguersi in nessuna delle tecnologie esaminate: dalla mobilità sostenibile, dunque, all'energy storage (stazioni di ricarica) siamo in fondo alla classifica.

Dove l'efficienza energetica corre è, invece, nelle nuove automobili, anche a prescindere dal tipo di alimentazione. Qui l'Italia batte, ad esempio, la Germania grazie al boom di ibride e gpl. Mentre tra le sorprese, quella più rilevante, riguarda le biciclette a pedalata assistita, destinate almeno in Italia ad una elettrizzante diffusione. Le vendite delle cosiddette e-bike o pedelec (pedal electric bike), nel 2016, sono aumentate di oltre il 121,3%: dalle 56.200 unità del 2015 alle 124.400 del 2016 (mentre la vendita di bici tradizionali segna un -2,6 per cento).

Tra i nuovi carburanti, cresce l'attenzione e le iniziative intorno al gas naturale in forma liquefatta (GNL) per i veicoli pesanti. Così come, in continuo aumento, sono le start-up (peraltro, sempre più incentivate grazie a una politica ad hoc iniziata nel 2012). Queste ultime continuano ad essere concentrate in particolare in Lombardia ed Emilia, sebbene al Sud non si arresti la loro crescita «particolare», le start-up energetiche presenti al Sud sono piuttosto attive sul fronte brevettuale: il 27% ha almeno un brevetto o un software registrato, a parità col dato del Nord Italia e contro il 25% delle regioni centrali.

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