Usa, 190 deputati fanno causa a Trump: denaro da governi esteri

Usa, 190 deputati fanno causa a Trump: denaro da governi esteri
Inside Over
14 Giugno Giu 2017 14 giugno 2017

Più di 190 deputati democratici americani hanno fatto causa a Trump in un tribunale federale, dicendo che ha accettato denaro da governi stranieri attraverso le sue imprese senza avere il consenso del Congresso, violando così la Costituzione

Prosegue la "caccia grossa a Trump". Centonovantasei deputati democratici hanno fatto causa al presidente in un tribunale federale, con questa accusa: da quando ha assunto l'incarico avrebbe accettato denaro da governi stranieri attraverso le sue imprese, senza il consenso del Congresso. In questo modo avrebbe violato la Costituzione. La clausola "foreign emoluments", infatti, vieta ai pubblici ufficiali di accettare pagamenti e doni da governi stranieri, senza aver prima ottenuto il via libera di deputati e senatori. La Casa Bianca per ora non ha commentato, limitandosi a ribadire che gli interessi economici di Trump non violano la Costituzione.

Vediamo cosa ha detto uno dei firmatari della causa, il deputato John Conyers (Michigan): "Trump ha conflitti d'interesse in almeno 25 Paesi, sembra che stia usando la sua presidenza per massimizzare i suoi profitti". Cause simili sono state depositate dai procuratori generali di Maryland e District of Columbia, da enti non profit e da un gruppo commerciale. In particolare, secondo le accuse, Trump avrebbe tratto un vantaggio per il suo impero alberghiero.

Per il Washington Post la mossa dei 196 deputati dem è più grave di quella dei due procuratori generali, perché indica una diretta violazione della Costituzione. "Gli estensori della nostra Costituzione hanno affidato ai membri del Congresso la responsabilità di proteggere la nostra democrazia dalla corruzione di entità straniere - spiega Erwin Chemerinsky, appena nominato preside della law school dell'università di Berkeley - determinando quali benefici il presidente possa o non possa ricevere da uno stato straniero" . Secondi altri giuristi, però, la mancanza
di firme di repubblicani azzoppi il ricorso: "Non puoi ricorrere ai tribunali solo perché non puoi convincere i colleghi della parte avversa", ha detto Andy Grewal, docente di giurisprudenza dell'università dell'Iowa.

Trump non licenzierà Mueller

"Sebbene il presidente abbia il diritto di farlo, non ne ha intenzione", ha detto la portavoce della Casa Bianca, Sarah Huckabee Sanders, a proposito delle voci secondo cui il presidente americano avrebbe intenzione di licenziare Robert Mueller, procuratore speciale incaricato dell'indagine sulle presunte ingerenze russe nelle elezioni presidenziali del 2016.

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