Tutti in fila da Ariana Grande fra divieti e borse trasparenti

Tutti in fila da Ariana Grande fra divieti e borse trasparenti
16 Giugno Giu 2017 12 giorni fa

La paura non ferma i giovani fan: al concerto di Roma biglietti esauriti per ballare con la reginetta del pop

Da Roma

Neppure un brividino, un po' di nervosismo, niente. Sotto il palco tutti (o meglio tutte) sono rilassati e consapevoli che Ariana Grande sarà pure un teen idol planetario ma in questo momento, dopo la strage alla Manchester Arena e il concertone per ricordarne le vittime, è soprattutto il simbolo di chi continua a stare insieme alla faccia della follia integralista. Roma, Palattomatica. Tutto esaurito per un concerto con tanti genitori o fratelli maggiori o comunque accompagnatori degli scalmanati fan minorenni. Non è un caso che, dopo i 23 morti di Manchester, quasi nessuno qui abbia chiesto di restituire il biglietto, a dimostrazione che la preoccupazione c'è, e ci mancherebbe. Ma non siamo ancora al punto di non uscire di casa per non incappare in qualche pazzo imbottito di esplosivo. Oltretutto, come spiegano a Live Nation che organizza l'evento, nei giorni scorsi sono stati venduti anche gli ultimi tagliandi a disposizione, quelli riservati per contratto all'artista ma non utilizzati per inviti personali. Insomma, una festa come se niente fosse. E dire che le misure di sicurezza qui al Palalottomatica sono state inedite e lo saranno anche per il suo concerto di Torino domani sabato 17. Per capirci, oltre ai controlli all'ingresso con i metal detector dei carabinieri, il pubblico ha dovuto rispettare un manuale di istruzioni come nessuno fino a pochi mesi fa si sarebbe sognato per un evento dal vivo. Oltre ai divieti comprensibili (portereste "droni" oppure "aeroplani telecomandati", "veleni" e "oggetti da punta e taglio"?) in lista spuntano anche quelli meno intuitivi ma forse più fastidiosi. Giusto per citarne qualcuno a caso: niente spray antizanzare, niente videocamere (anche se se ne sono viste), niente bastoni per selfie, niente borse o zaini. Alle donne sono consentite "piccole borse purché trasparenti". Fuori dalla palasport, le forze dell'ordine sono arrivate molto più numerose che mai: lo show è il quinto di Ariana Grande dopo Manchester e quindi cicatrici e tensione sono ancora vive in chi gestisce l'evento. In sostanza, la dotazione di ciascuno spettatore è stata drasticamente ridotta, e fin qui non si discute. Ma soprattutto, qui come in tutti gli altri eventi organizzati da grandi agenzie, i controlli sono più capillari, implacabili e lenti. Ossia: più coda all'ingresso e più tempo da dedicare all'attesa. In ogni caso, quando Ariana Grande, così minuta e così potente, è arrivata in scena, il rituale non è cambiato di una virgola. Grandissimo entusiasmo, isterismi vari e allegri, smarrimento di genitori alle prese con figli mai visti così scatenati. Sono i cosiddetti "arianators", lo squadrone dei supporter più affezionati, bambini anche di 8 anni, ma implacabili sui social, che ricamano di urla ogni canzone, ogni balletto e ogni intervento, anche i più volatili, della loro musa che si tiene ben lontana da qualsiasi accenno politico. E' il bello del pop, in fondo, e che male c'è a conservarlo. Il concerto, diciamocela tutta, è un rituale (al massimo) per adolescenti però diverso dai soliti luoghi comuni. La band (nascosta dietro le quinte per metà concerto) suona bene un repertorio di brani dance e R&b come 'One last time'. La scenografia è essenziale con un fondale gigantesco sul quale passano le immagini e una passerella a T davanti al palco. E lei, scatenata a bordo di tacchi o zeppe chilometriche, ha una voce da quattro ottave che è inversamente proporzionale all'altezza, molto versatile e ambrata negli acuti e mai a disagio sui bassi. Tra 10 giorni compie 24 anni ma esibisce un carisma come poche altre, a conferma che oggi il mercato under 18 è una vera miniera d'oro. Ma soprattutto, a fare la differenza, è la sua attitudine impertinente però mai provocante o volgare . Ed è per questo che alla fine ballano, o per lo meno si annoiano meno, anche i genitori che hanno conosciuto l'idolo dei figli solo dopo il sangue di Manchester. E scoprono che, dopotutto, la genuina esuberanza del Palalottomatica è un toccasana nel buio smarrito di una generazione.

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