Così Gloria ci ha insegnato che la famiglia non è perduta

Così Gloria ci ha insegnato che la famiglia non è perduta
17 Giugno Giu 2017 10 giorni fa

Si racconta che William Blake, poeta, pittore, incisore, visionario, anticonformista e ribelle in ogni aspetto dell'esistenza (specialmente per i canoni della fine del Settecento) nei momenti di disperazione non avesse che una soluzione: prendeva la moglie Catherine, si inginocchiavano per terra insieme, e pregavano. A Londra, lontano da casa, anche Gloria e Marco, nel grattacielo che bruciava, ormai senza più speranza che i pompieri riuscissero a salvarli, non avevano che questo: e hanno telefonato ai loro genitori. La mamma Emanuela, alla quale Gloria ha detto, semplicemente e immensamente: «Grazie per quello che hai fatto per me». Le ha dato l'addio. «Mamma, mi sono resa conto che sto morendo». Il papà Giannino, al quale Marco ha lasciato un ultimo messaggio che l'uomo ha detto di volere tenere per sé, aggiungendo poi che quelle parole, le ultime di suo figlio, le ricorderà per sempre. Quando tutto finisce, quando tutto crolla, a chi ti rivolgi? All'unica certezza che rimane oltre le macerie intorno a te. L'amore dei tuoi genitori è una di queste certezze: quando sei cresciuto in questo amore, quando hai avuto la fortuna di essere stato amato fin da bambino, non hai dubbi. Oggi succede di tutto: madri che lanciano neonati dalla finestra, figli che massacrano la famiglia, madri che devono parlare di un figlio che ha scambiato la religione con l'odio, e sul London Bridge ha ammazzato otto persone. Anche Youssef Zaghba, prima di uccidere, aveva telefonato alla mamma. Anche se in lui non c'era più amore. Quei messaggi, quelli di Gloria e di Marco, sono tutto ciò che ci resta: la sicurezza che qualcuno ci ami, qualcuno che dobbiamo ringraziare, perché quell'amore nessuno ce lo può togliere, quell'amore ci ha costruiti, ci ha reso quello che siamo. I soldati lasciavano le loro ultime parole ai compagni; se riuscivano, scrivevano lettere a casa. Oggi ci sono i telefonini, i messaggi in segreteria. È successo, ancora una volta, l'11 settembre: sui voli dirottati dai terroristi, nelle torri in fiamme prima del crollo, gli ultimi messaggi non sono stati di morte. Messaggi d'amore, da riascoltare all'infinito. Mamme, papà, figli, mogli, mariti. Questo è ciò che resta.

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