Da Shakespeare al tonno la calda estate dei festival

Da Shakespeare al tonno la calda estate dei festival
17 Giugno Giu 2017 17 giugno 2017

Napoli diventa un palcoscenico a cielo aperto Grandi spettacoli anche da Siracusa a Feltre

Dal teatro alla musica, dalla letteratura al cibo. L'estate italiana, per tradizione, fa rima con «festival». Ma affinchè questa parola di ascendenza latina sia rispettata nella sua piena etimologia, i soli veri festival sono quelli che si legano alla cultura popolare di un territorio, le sue tradizioni e i suoi simboli. E allora, in questo ultimo scampolo di giugno, il turismo del Belpaese ha almeno cinque buoni motivi per riscoprire e vivere il patrimonio di luoghi unici al mondo attraverso manifestazioni che ne rievocano i fasti passati ma al contempo ne rinverdiscono il fascino. Cominciamo da Napoli che anche quest'anno, fedele al proprio Dna, diventa palcoscenico a cielo aperto ospitando per più di un mese gli appassionati di teatro di tutto il mondo. Il Napoli Teatro Festival, sotto la nuova direzione di Ruggero Cappuccio, vanta una peculiarità esclusiva nel patrimonio dei festival internazionali, mettendo a disposizione delle compagnie non soltanto i suoi teatri più celebri, come il San Carlo, il Politeama o il Bellini, ma anche luoghi non convenzionali e di forte suggestione: dimore storiche come Villa Pignatelli, Palazzo Cellamare, ma anche il Palazzo Reale, la chiesa di Donnaregina Nuova e la Reggia di Caserta. Un itinerario a dir poco affascinante per riscoprire le bellezze di luoghi unici attraverso la cultura «a prezzi democratici». In scena, fino al 10 luglio, 155 appuntamenti con debutti internazionali in prima assoluta come quello di Angelica Liddell, Dimitris Papaioannou, Jan Fabre. «La vera peculiarità di questo festival - dice Cappuccio - è la rivisitazione di un patrimonio che solo a Napoli ha visto tra l'800 e il '900 grandi autori che furono anche grandi attori, come Edoardo, Scarpetta o Viviani. Anche i registi big stranieri, come Peter Brook, qui si confrontano con questa eredità che ha forti parallelismi con il teatro di William Shakespeare». Restando a Sud, imperdibile l'appuntamento estivo con il Festival del Dramma Antico a Siracusa, che nello scenario mozzafiato del Teatro greco, fa rivivere la grande tradizione degli spettacoli classici. Fino al 25 giugno, alla luce dei tramonti infuocati che fanno da sfondo al parco archelogico siracusano, andranno in scena due classici della tragedia greca: «Sette Contro tebe» di Eschilo con la regia di Marco Baliani e «Fenicie» di Euripide diretto da Valerio Binasco. Ma la vera sorpresa di questa edizione vedrà esibirsi la coppia televisiva Ficarra e Picone nella commedia «Rane» di Aristofane, dal 29 giugno al nove luglio, con rappresentazioni già sold out. Come per il teatro moderno a Napoli, il Festival di Siracusa incarna come pochi al mondo la cultura con il genius loci di una città che vede pulsare i richiami del mito in tutti gli angoli della antica Ortigia, tra leggende come quella della Fonte Aretusa ispirata all'omonima ninfa, al fiume Anapo che racconta il rapimento di Persefone. Sempre in questi giorni un'altra isola, Carloforte, celebra un festival di cultura gastronomica legata a un'antica tradizione che solo in quest'angolo d'Italia è rimasta viva: quella delle tonnare. La rassegna Girotonno, che si tiene dal 22 al 25 giugno prossimo, richiama ogni anno chef internazionali a cimentarsi con la carne pregiata del «corridore dei mari», ma anche grandi maestri giapponesi ad esibirsi nell'antica arte del taglio. Showcooking e rappresentazioni si accompagnano a visite guidate all'unica tonnara attiva in Italia e, per i forti di stomaco, al tradizionale rito della «mattanza».

Spostandoci nel profondo nord, nel Bellunese, dal 23 al 25 giugno sarà il piccolo borgo di Feltre ad ospitare il Jazzit Fest, la rassegna musicale che ha inventato le «residenze creative»: ovvero l'occasione di includere l'arte e la cultura nella comunità locale ospitando artisti, volontari e addetti ai lavori all'interno di abitazioni private, chiostri, palazzi storici, piazze e chiese. Un festival itinerante che vuole dimostrare che la musica, prima ancora che essere una forma d'arte, possiede un gran valore sociale.

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