Ecco perché Raiola ha spinto per il "no"

Ecco perché Raiola ha spinto per il no
17 Giugno Giu 2017 17 giugno 2017

Il divorzio tra il Milan e Donnarumma non è solo una questione di soldi. È anche una storia di messaggi, mail cerficate di avvocati, accuse reciproche, minacce più o meno velate, parole dette (anzi urlate, al telefono) e sussurrate agli amici, nella quale Mino Raiola è nella parte del colpevole, anche se in certe situazioni la verità sta nel mezzo. Ci sono interessi, è vero, ma da ambo le parti. E da quello che viene fuori forse si poteva fare - sia su un fronte, che sull'altro - di più e di meglio per trattenere Gigio in rossonero. In pratica: la rottura di giovedì è cominciata in realtà molto prima, quando le parole della società sull'eventualità di tenere Donnarumma in tribuna hanno fatto precipitare la situazione. Si è arrivati anche a paventare denunce per mobbing (via mail, questa settimana) e Raiola ha fatto sapere in ordine sparso di non aver gradito le seguenti cose: 1) Il fatto di essere stato scavalcato con promesse fatte direttamente alla famiglia del giocatore; 2) Il fatto che il Milan non abbia voluto trattare su nulla, considerato che - secondo il procuratore - è da un anno e mezzo che gioca con un portiere titolare che guadagna come un ragazzino della Primavera. E l'età, per Raiola, in questo caso non conta; 3) Il fatto che le sue perplessità degli ultimi mesi sulla proprietà del Milan non siano state fugate, anzi. Proprio al Giornale Mino disse che conosceva bene la solidità dei cinesi dell'Inter, ma su Li e soci aveva grossi dubbi. E i dubbi sono diventati, per lui, certezze.

In pratica il procuratore di Donnarumma ha fatto presente che ci sono società pronte a svenarsi (il concetto: Il Real paga 10 milioni l'anno Morata che sta in panchina, figurarsi per un portiere titolare) e che non crede che il Milan possa farlo né ora, né mai più. Il resto è business; e c'è pure la per niente cordiale antipatia con il ds Mirabelli, alimentata da alcune vicende trasversali di calciomercato. Ora non resta che vedere il seguito: su Gigio ci sono gli occhi di Real, Manchester United e Juventus. E qualcuno paventa perfino che il rapporto avviato con Suning diventi più che fantamercato. Nel frattempo sui social i tifosi sono scatenati: i contro sotterrano i pro, e spesso si va oltre la frontiera del limite. Come dire: il peggio può ancora venire.

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