Rifornivano di cocaina tre province Presa banda «multietnica» di pusher

17 Giugno Giu 2017 17 giugno 2017

Arrestati in quattordici tra marocchini, italiani e albanesi

Elena Gaiardoni

Maxioperazione antidroga dei carabinieri del Comando provinciale di Milano che ha riguardato anche le province di Monza Brianza e Como. Il gip di Monza ha emesso un'ordinanza di custodia cautelare contro sette marocchini, quattro tunisini, due italiani, un albanese, tra i 23 e i 51 anni d'età, ritenuti responsabili di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti. Il provvedimento giunge a conclusione di un'indagine coordinata dalla Procura di Monza e svolta dall'Aliquota radiomobile della Compagnia di Desio. La compagine investigativa si era messa all'opera fin dal 2015 dopo l'arresto di due spacciatori marocchini, ed è risalita a una rete di pusher che vendevano soprattutto cocaina, costituita da tre distinti gruppi, attivi nei comuni dell'hinterland milanese e dell'alta Brianza.

Il coordinamento delle azioni investigative ha richiesto un meccanismo certosino e soprattutto paziente, visto che il tutto si è messo in moto dalla metà del 2015 fino a del maggio 2016 sotto la supervisione dai carabinieri di Desio. La fase iniziale ha richiesto un rastrellamento capillare del territorio effettuato con una particolare attenzione allo spaccio. Ben cento i cellulari monitorati, sempre intestati a prestanome.

Prima del «colpo» finale di questi giorni, i militari avevano già arrestato 22 persone e sequestrato 6 chili di cocaina e 13 chili di hashish, documentato 260 cessioni di stupefacenti e segnalato 120 assuntori di ogni tipologia, età e reddito. Le ordinanze colpiscono tre gruppi di spacciatori attivi autonomamente sul territorio lombardo ma tutti e tre capeggiate da marocchini pluripregiudicati.

Un gruppo ha come riferimento un marocchino di 51 anni che riusciva a vendere circa 400 grammi di droga alla settimana soprattutto all'esterno di un bar di Cesano Boscone. Un secondo gruppo è guidato sempre da un marocchino di 34 anni che come base logistica per preparare le dosi usava un appartamento di Bovisio Masciago in cui viveva con la moglie italiana che collaborava nelle attività. Il soprannome del marocchino è «Banana». La sua specialità è lo spaccio al dettaglio e consegnava le dosi a domicilio. Nella sua casa sono stati trovati appunti di nomi di clienti e calcoli anche su fogli di diagnosi mediche. Il terzo gruppo di spacciatori fa riferimento a due fratelli marocchini di 26 e 29 anni residenti a Varedo e a Limbiate, dove sono stati trovati numerosi documenti al vaglio degli inquirenti e quattromila euro in contanti.

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