Il supereroe di Prada tra fumetti e realtà virtuale

19 Giugno Giu 2017 6 giorni fa

La signora del made in Italy fa sfilare tute in nylon con chiusura strep e scarpe da ciclista

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Dici fumetto e subito pensi a un'allegra brigata composta da Topolino, Tex Willer, Corto Maltese o Dylan Dog. Certo se la parola arriva da Miuccia Prada tocca guardare più in là, magari all'epopea dei supereroi nati in America negli anni Quaranta e soprattutto alle avventure di Tintin, il reporter giramondo creato in Belgio nel 1929. Di fatto siamo nel pieno della cultura pop per cui è logico che la grande signora del made in Italy nel suo squisito snobismo si sia interrogata sulla dicotomia tra questo mondo semplice, naive, ma in fondo molto umano e la forza inarrestabile della realtà virtuale. Su quest'ultima è in corso alla Fondazione Prada di Milano Carne y Arena, l'incredibile installazione di Alejandro Iàrritu che in sei minuti da cardiopalma ti fa vivere le stesse sensazioni di un rifugiato durante la fuga. Il risultato di tutte queste domande è un'incisiva collezione uomo per l'estate 2018 in passerella ieri sera sul set magicamente trasformato dai disegni del video artista taiwanese James Jean e del giovane fumettista belga Ollie Schrauwen che tra l'altro è nipote del regista Werner Herzog. Ci sono le tute in nylon ma non han niente a che vedere con il costume rosso di Capitan America o con la calzamaglia nera di Diabolik. Piuttosto c'è l'evoluzione della specie del cosiddetto Athleisure: la chiusura del pantalone con lo strep della tuta da alta montagna e le scarpe da ciclista sulla moda da città. Invece il calzone corto di Tintin e il cappottone invernale di Superman nei miti panni di Clark Kent diventano quasi uno spartiacque tra le camicie con le stampe riprese dai disegni del set (bellissima la scimmia mascherata) e quegli accessori così inusuali come il maxi marsupio portato al posto dello zaino e gli occhiali specchiati di blu. Strepitosi i colori: un punto di acqua marina tra verde e celeste, il burgundy più intenso che si possa immaginare e un rosso vibrante da morire.

Per la prima volta da molto tempo non sfila neanche una donna sulla passerella maschile di Prada perché Miuccia ha capito che l'immagine femminile sottrae attenzione all'uomo. Non è la sola. Anche Massimo Giorgetti fa sfilare solo uomini, anzi ragazzi, con una bella collezione MSGM ispirata da un viaggio sulla mitica Highway 1 che da Venice Beach porta a San Diego e da lì al Messico. Ecco quindi i pullover (uno più bello dell'altro) che richiamano i disegni dei quilt messicani ma anche il lavoro all'uncinetto delle donnine marchigiane che hanno scritto i colori preferiti dello stilista nella trama. Sotto i calzoncini da surf oppure dei divertenti calzoni bicolori e soprattutto una marea di belle sneaker. Da Philipp Plein l'idea di fondo è il musical Grease o meglio la canzone Greased Lightning (letteralmente «fulmine alla brillantina») in cui un giovanissimo John Travolta dichiara che «con una macchina che va alla velocità della luce posso avere tutte le pollastrelle del mondo». Ecco quindi che in passerella compaiono 16 supercar metallizzate (valore complessivo 10 milioni di euro tra Lamborgini, Ferrari e Porche) 7 stuntcar, 4 motociclisti, 24 ballerini e 70 tra modelle e modelli vestiti come i membri di un'immaginaria banda studentesca. Nulla a che vedere con il film ambientato negli anni Cinquanta, ma l'ennesima prova che questo irresistibile ragazzaccio tedesco punta al successo dell'eccesso. E i fatti gli danno ragione. Al contrario il giovane coreano Munsoo Kwon crede nell'understatement e cerca di spiegare in 26 uscite che sono gli YOLOS (acronimo di You Live Only One) i patiti dell'individualismo. L'idea è carina, ma ci vuole ben altro per farla volare.

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