Invita a cena coppia di vicini e poi li ammazza

19 Giugno Giu 2017 19 giugno 2017

L'assassino, un docente 50enne, li ha prima drogati. Il movente potrebbe essere passionale

Serenella Bettin

Mestre Li invita a cena e poi li ammazza. Quello che può sembrare lo scenario della rivisitazione di «Invito a cena con delitto», è successo nella notte tra sabato e domenica in un appartamento al primo piano della periferia di Mestre. Un uomo, un cinquantenne italiano, Stefano Perale, docente formatore ai corsi professionali anche di lingua inglese, ha invitato una donna oggetto della sua ossessione e il suo nuovo compagno a cena nel suo appartamento, in via Abruzzo a Chirignago, facendo forse credere che la serata sarebbe stata piacevole. Il cinquantenne poi avrebbe cercato di drogarli, li avrebbe uccisi e dopo averli eliminati, alle tre e un quarto del mattino, ha chiamato la polizia.

Un delitto che dalla sua dinamica parrebbe essere stato premeditato. Tutto è cominciato con l'invito a cena dei due giovani: lei russa, Anastasia Shakurova, ex studentessa dell'Università Ca' Foscari di Venezia e lui italiano, ingegnere, Biagio Junior Buonomo di origini napoletane, esperto di aeronautica che lavorava a Tessera. Così, dopo aver preparato prelibatezze e primi piatti, il presunto omicida, reo confesso, avrebbe narcotizzato le vittime versando dei sonniferi nelle bibite e poi si sarebbe avvalso del cloroformio. L'aggressione è avvenuta in cucina, la donna è stata soffocata forse con un fazzoletto premuto a lungo sul volto: il corpo è stato trovato vicino alla camera da letto.

Il compagno invece è stato colpito in testa a sprangate con un tubo di ferro e finito nell'androne del palazzo, forse nel vano tentativo di fuggire. Su di lui l'omicida si è particolarmente accanito. Stefano Perale viveva da solo e nessuno all'interno del condominio, che conta circa dieci appartamenti, si sarebbe accorto di nulla. Dopo gli omicidi il cinquantenne ha chiamato la polizia, forse colto da un momento di lucidità: «Venite ho ammazzato due persone». Sul posto sono giunti nel giro di breve le forze dell'ordine, la squadra mobile della questura di Venezia e i sanitari del 118. Il reo confesso era in stato confusionale e aveva gli occhi sbarrati. Mentre per gli altri due, il medico intervenuto non ha potuto far altro che constatarne il decesso. A scatenare il gesto forse la gelosia, ma le motivazioni sono ancora al vaglio degli inquirenti. L'uomo forse aveva avuto una storia in passato con la donna o forse se n'era invaghito e aveva deciso di sbarazzarsi di entrambi. O la gelosia era soltanto frutto della sua fantasia. E quindi il piano: l'invito a cena, i sonniferi e il cloroformio per neutralizzarli.

Il cinquantenne ha chiamato la polizia e si è fatto arrestare senza opporre resistenza; forse rendendosi conto che quello che avrebbe dovuto essere un delitto perfetto nella sua testa aveva già lasciato troppe tracce. Stefano Perale alle sei di ieri mattina è stato portato via dalle forze dell'ordine avvolto in una coperta attorno alla testa, come raccontano i residenti del condominio, ancora sconvolti. Un tipo solitario dicono. L'uomo è stato quindi arrestato e interrogato dagli inquirenti. L'appartamento è sotto sequestro e fin dalle prime luci di ieri gli uomini della polizia scientifica hanno lavorato per fare i dovuti accertamenti. I prossimi giorni chiariranno la dinamica.

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