Istruzioni dal palco alla platea di ragazzini Manca solo un "allacciatevi le cinture"

Istruzioni dal palco alla platea di ragazzini Manca solo un allacciatevi le cinture
19 Giugno Giu 2017 8 giorni fa

Giorgia ed Emma gridano lo slogan anti terrore: "La musica è più forte"

«Prima dell'inizio qualche consiglio per la vostra sicurezza. Individuate le uscite più vicine a voi, vi invitiamo a memorizzarle. A fine concerto vi preghiamo di uscire attenendovi alle indicazioni del personale». Manca solo allacciatevi la cintura. Sul palco del concertone di Radio Italia ieri sera in piazza Duomo per qualche secondo sembra di vedere le hostess che mostrano le uscite di emergenza in caso di fuga. E dopo l'attacco terroristico a Manchester e gli oltre mille feriti e una vittima in piazza San Carlo a Torino purtroppo sono le precauzioni a cui bisogna attenersi. Come il numero chiuso, le ispezioni a zaini e borse e i controlli con i metal detector. Ancora ieri mattina l'assessore alla Sicurezza Carmela Rozza rilanciava su Facebook: «Presentatevi in largo anticipo e se non riuscite a entrare non accalcatevi, non insistete e non create assembramento nelle zone limitrofe». Non ce n'è stato bisogno. A dieci minuti dall'inizio per passare i varchi ed essere aggiunto con il contapersone nella platea dei 23.500 fortunati spettatori (la capienza massima fissata dalla prefettura) ci volevano cinque minuti. Anche meno scegliendo l'ingresso dalla Galleria Vittorio Emanuele. Con il buio aumenta la folla ma non è certo quella ressa che le forze dell'ordine temevano di dover respingere agli ingressi. Ci sono soprattutto giovanissimi ma anche tanti genitori con i figli piccoli o in passeggino.

Neanche il caldo africano (certo non la paura) ha scoraggiato il gruppetto di amici bresciani che hanno dormito a Milano già la sera prima per arrivare alle 8 davanti alle transenne. Hanno aspettato le bonifiche ma in tarda mattinata sono stati tra i primi a passare la prova del contapersone e hanno guadagnato la prima fila. Sono rossi come peperoni. Gli organizzatori hanno distribuito nel corso della giornata circa ottantamila bottigliette d'acqua al pubblico. E c'è chi più del solleone soffre per la mancanza di nicotina. «Mi hanno sequestrato l'accendino all'ingresso» protesta un altro in piedi da ore. Ammessi in piazza solo i fiammiferi, le ordinanze parlano chiaro e gli agenti sono inflessibili. Prima che inizi la parata dei big scatta «un applauso per la sicurezza, a chi opera in piazza». Pochi minuti prima delle 20 inizia la musica. Parte Saturnino con la chitarra elettrica, tutto vestito di bianco, sketch dei presentatori Luca e Paolo e poi è Giorgia che prima di infilare tre successi con la gente che segue in coro - «Vanità», «Quando una stella muore» e «Credo» - dice «grazie per aver indossato in tanti le magliette bianche come chiedeva Radio Italia, la musica è più forte e questa ne è la prova». Era lo slogan dell'iniziativa contro la paura e il terrore. Sfilano sul palco Benji&Fede, Umberto Tozzi che in coppia con Anastacia fa rivivere la canzone-mito «Ti amo», Emma che grida lo slogan: «La musica è più forte». Davanti alle palme di piazza Duomo tutti ballano con Francesco Gabbani «Occidentali's Karma». Il concertone continua con Alessandra Amoroso, Fiorella Mannoia e la sua «Che sia benedetta» che ha trionfato all'ultimo Festival di Sanremo, Samuel, Nek, Elodie. Gran finale con J-Ax e Fedez e Andrea Bocelli col «Nessun dorma».

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