La paura delle bottiglie e la protesta dei bar "Non ci fanno lavorare"

La paura delle bottiglie e la protesta dei bar Non ci fanno lavorare
19 Giugno Giu 2017 19 giugno 2017

Commercianti infuriati per i troppi divieti "Vietare pure i tavolini è un danno enorme"

Il concerto di Radio Italia e la sicurezza. Un binomio che ha lasciato scontenti i commercianti di piazza Duomo, soprattutto per il divieto di lasciare fuori tavoli e tavolini, ma che sembra essere l'inizio di una nuova fase: i terroristi islamici e ancor più i fatti di Torino, hanno segnato una cesura tra la vecchia concezione di evento pubblico e quella nuova, tracciata dal capo della polizia Franco Gabrielli. Controlli su controlli, a costo di sembrare ridicoli: in molti hanno protestato perché non hanno capito la pericolosità di una bottiglietta d'acqua ghiacciata. Tra l'altro stappata perché erano ammesse solo a temperatura ambiente e aperte. I sacchi della spazzatura agli ingressi si sono riempiti di ogni suppellettile non prevista, dalle casse portatili delle dimensione di un telefonino a migliaia di tappi e bottiglie non a norma. I bar della zona, invece hanno lamentato il divieto di mettere i tavolini all'esterno: «Guadagno al 90 per cento proprio dai tavoli esterni, mi spiegate quale potrebbe essere il pericolo che causano? - accusa il titolare di un bar ristorante - Se gli eventi in piazza Duomo devono diventare un costo, tanto varrebbe non farli. Per non parlare delle altre limitazioni che paiono assurde, come le bottigliette senza tappo». Inoltre pare che la nuova formula che prevede controlli stringenti per chi partecipa a eventi, scoraggi grandi comitive nonostante nomi di richiamo come Nek, Gabbani o Fedez: anche il concerto di Radio Italia è diventato quasi più un momento per famigliole che un festone per tutti. L'amministrazione comunale, però, ricorda anche di aver permesso la mescita di alcolici, pur se con le limitazioni ai contenitori, fatto che avrebbe dovuto semmai favorire le attività affacciate sulla piazza.

Per i commercianti l'unico aspetto positivo è il lavoro di prevenzione sugli abusivi. Nessun venditore irregolare di bibite ha passato i controlli. Anche perché da giorni la polizia locale che ieri aveva schierato 420 uomini tra Duomo, Darsena e San Siro, lavora in anticipo: «Stiamo facendo un grande lavoro di prevenzione soprattutto su chi rifornisce gli abusivi - spiega il comandante Antonio Barbato - anche perché loro conoscono noi e noi conosciamo loro». Forse anche il fatto che solo ora si contrasti un fenomeno illegale di cui erano noti i protagonisti è un segno dei tempi cambiati. Di certo questa prima grande prova di evento, il pubblico dei concerti della Scala non è paragonabile ad altri se non con grossa approssimazione, ha funzionato dal punto di vista della sicurezza. Lascia però aperto un grosso interrogativo sul futuro degli eventi pubblici, specialmente per una città che sembra appena aver trovato uno slancio nuovo verso il futuro. Una certa originalità viene mantenuta, in Duomo girava anche una donna con un facocero in un passeggino chiedendo una moneta per una foto, ma il domani della Milano festaiola ed esuberante sembra in bilico.

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