Se Glass e Sciarrino spuntano anche nel Chiostro

19 Giugno Giu 2017 19 giugno 2017

La magia di un luogo che tutti i giorni viene solcato da prof e studenti, in questo periodo affannati per la canicola, e che di colpo diventa scena aperta per i concerti sotto le stelle. La magia è dove c'è musica. Siamo dalle parti del «Verdi», dove - ca va san dire - è già partita l'Estate del Conservatorio di Milano dell'Era Cristina Frosini e dove, lemme lemme, i concerti si susseguono con applausi. Già, che note allievi. E complimenti ai maestri.

Lodi a colui che ha messo a punto il buon programma della prima edizione della rassegna Chiostro, ogni giovedì ancora fino al 20 di luglio. Lodi a Diego Dini Ciacci perché nella sua ideazione artistica - probabilmente supportata dalle proposte di musici, docenti e studenti - ha pensato anche, e intensamente, a quanti hanno passione per avanguardie e contemporanea, infilando nel cartellone compositori che hanno fatto e fanno storia e che, certamente, non si scoprono mai abbastanza. Dopo un raro Mauricio Kagel, ecco tra le prossime volte una data tutta americana con pezzi di Steve Reich e Philip Glass (29 giugno); occhio a non mancare i brani del poco conosciuto, almeno qui, William Walton (6 luglio). E ancora, quei confini del jazz con un Frederich Gulda che verrà eseguito dall'ensemble conservatoriale (13 luglio). Gran finale proprio l'ultimo giorno, il 20, con lavori di Salvatore Sciarrino e Luciano Berio. La ciliegina sulla torta piazzata fin dall'inizio, ovvero la spazializzazione sonora a cura delle classi di Nuove tecnologie del Conservatorio.

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