I blockbuster non risollevano i conti di giugno

20 Giugno Giu 2017 5 giorni fa

Non c'è due senza tre. E vedremo se anche il quattro verrà da sè. Questo giugno su grande schermo, dal punto di vista degli incassi, ha, per ora, segnato solo segni rossi. Tre consecutivi, comprendendo anche quello dell'ultimo fine settimana, nei confronti dei dati 2016. E non è che mancassero i titoli, cosiddetti, blockbuster. La Mummia, Pirati dei Caraibi 5, Wonder Woman, facevano presagire risultati ben diversi da questo costante segno meno che accompagna ogni bilancio del weekend. E non parliamo di crisi economica o altro. Semplicemente, la gente non è più attratta, come prima, dai film usa e getta, poco pensati, pieni solo di effetti speciali (spesso pessimi), ma senza un minimo di logica nella trama. Non deve essere, per forza, una sceneggiatura da Oscar, ma neanche lo squallore di pellicole come La Mummia. È da un po' che la gallina non solo non fa più le uova d'oro, ma neanche quelle d'argento. Inutile, quindi, sorprendersi, conti alla mano. Per capirsi, tra le pellicole nuove uscite, quella che è andata meglio è stata Nerve, quarta con 355.206 euro (ma con la miglior media per sala), gettonata forse più per il parallelo (sbagliato) con il Blue Whale che non per la forza di un thriller giovanilistico che andava sfruttato meglio nei suoi interessanti contenuti. Una doppia verità, legal con un imbalsamato Keanu Reeves, è sesto (173.971 euro), mentre peggio ha fatto Tom Hanks (non l'ultimo arrivato) solo settimo con il convincente Aspettando il Re (111.358 euro). I bei film? Ottavo Lady Macbeth, 45.795 euro e nono Parigi può attendere, 42.955 euro. Fate partire i titoli di coda.

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