Portogallo in cenere, il rogo continua

Portogallo in cenere, il rogo continua
20 Giugno Giu 2017 20 giugno 2017

Il vento infuria ancora e alimenta i quattro fronti dell'immenso incendio

Lisbona - La strada nazionale 236, ribattezzata «il cammino della morte» è una lunga lingua di cenere disseminata di carcasse carbonizzate d'auto. Taglia la foresta di Pedrógão Grande nel punto dove è divampato l'incendio che da sabato notte ha ucciso 63 persone (ieri è morto un pompiere) e ne ha ferite 135. Su questa strada attorniata da un bosco interamente bruciato, grande come venti campi di calcio, una trentina di portoghesi hanno trovato una morte tremenda, arsi vivi mentre tentavano la fuga dai paesini circondati dal fuoco.

All'indomani dell'incendio peggiore della storia del Portogallo, il Paese rimane attonito, sapendo, però, che il numero delle vittime sarà più alto. I corpi identificati sono una trentina, uno è di un cittadino francese. Soltanto i droni sorvolano quel mare ancora fumante di cenere, cimitero desolato d'auto e abitazioni arse fino alle fondamenta, scenario post catastrofico. I quattro Canadair giunti da Spagna, Francia e Italia, sono impegnati sui quattro fronti di fiamme ancora attivi: fanno la spola dall'Oceano Atlantico fino all'interno, dove manca un grande lago a cui attingere, mentre a terra, nell'apocalisse di fuoco che si mangia il cuore boschivo del Portogallo, 2.200 uomini lottano senza tregua.

Elisio Oliveira, il capo operativo della Protezione Civile che comanda sei brigate di seicento uomini, scuote la testa nello sconforto: «La situazione è ancora preoccupante, non sappiamo quando riusciremo a spegnere tutti fronti». Il clima di certo non aiuta, quel clima torrido da 40 gradi ritenuto l'unico responsabile. I venti che soffiano a 200 chilometri orari, come benzina, alimentano le fiamme e le sospingono più a nord, verso Coimbra e Castelo Branco. La macchina operativa costruita dagli uomini per lottare contro la potenza naturale del fuoco annaspa e rivela tutti i suoi limiti.

Ieri il premier Antonio Costa ha ribadito che «è stata una concomitanza di sfortunati eventi che non si potevano prevedere». Costa ha poi ringraziato la solidarietà di molti portoghesi che hanno inviato centinaia di bottiglie d'acqua e derrate di cibo nelle zone colpite. Il cantante Salvador Sobral, vittorioso sul nostro Francesco Gabbani all'ultimo Euro Song Contest, ha donato parte del ricavato del suo nuovo disco.

Intanto arrivano le prime accuse alla Guarda Nacional Republicana intervenuta con grande ritardo secondo gli abitanti di Figueiró dos Vinhos e di Castanheira de Pera, nel distretto di Leiria. Per Paulo Fernandes, professore di Ingegneria forestale dell'Università di Villa Real, «è inammissibile la mancanza di un piano di prevenzione ha detto a Il Giornale - come è inammissibile la mancanza di meteorologi esperti in incendi boschivi in un Paese che ogni estate brucia come un cerino».

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