Toh, la centrale acquisti dello Stato fa affari (quasi) soltanto nel Lazio

Toh, la centrale acquisti dello Stato fa affari (quasi) soltanto nel Lazio
20 Giugno Giu 2017 20 giugno 2017

Il 23,5% di tutti appalti vinto dalle aziende di Roma e dintorni

Roma - Da quando è nel mirino dei magistrati e l'inchiesta tiene in ambasce il governo, la Consip è sulla bocca di tutti. Anche se pochi sanno bene cos'è la centrale acquisti della pubblica amministrazione e come distribuisce gli appalti alle aziende che hanno i requisiti per entrare nel circuito.

La Consip funge da centrale di committenza per tutte le amministrazioni e ha come obiettivo quello di razionalizzare gli acquisti pubblici, rendendo più efficiente e trasparente l'utilizzo delle risorse statali. Almeno questo sulla carta. Per il resto sarà l'indagine della Procura di Roma a confermare o meno la missione della Consip. Ma qualcosa, su come funziona questa centrale di committenza controllata dal ministero dell'Economia, si può capire dai numeri dei fornitori e degli appalti Consip, «letti» giornalisticamente dagli occhi esperti del sito web truenumbers.it.

Dai grafici salta agli occhi una particolarità riguardo alla suddivisione delle aziende fornitrici in base alle regioni. Distribuzione, almeno geograficamente parlando, non esattamente equilibrata. Piuttosto, con la Consip finiscono per lavorare molte aziende del Lazio, che mettono le mani sui lotti più consistenti degli appalti statali, in una proporzione più che doppia rispetto al peso dei suoi abitanti. Questo probabilmente perché è nella capitale che si concentrano la maggior parte degli uffici pubblici ed è da lì che arrivano gli ordini. Senza che vi sia poi una più equa redistribuzione. Osservando la suddivisione delle aziende fornitrici in base alle zone d'Italia emerge che la maggior parte di quelle cosiddette attive (cioè che hanno effettuato almeno una transazione tra gennaio e marzo 2017) sono concentrate nel nord-ovest (25,7 per cento), nel nord-est (23,1 per cento) e nel centro (23,17). Dati che incrociati con quelli Istat sulla popolazione, evidenziano come nord-est e centro siano sovra-rappresentati. Tenendo in considerazione il valore degli appalti, il Lazio nel 2017 si è aggiudicato il 23,5 per cento dell'ordinato, nonostante abbia il 9,7 per cento della popolazione nazionale. L'analisi regionale degli appalti effettuata da Truenumbers.it mostra meglio la sproporzione esistente nella loro distribuzione, partendo da un dato, quello dei 41.147 fornitori attivi che nel 2016 si sono aggiudicati gare per oltre sei miliardi e mezzo di euro. Di questi, 4.405 sono i fornitori del solo Lazio, cioè il 10 per cento nazionale nel 2016, proporzione che nel 2017 sale all'11,1 per cento, per lo più in linea con la popolazione della regione. Da rilevare, piuttosto, è che le vendite di queste aziende nel 2017 hanno costituito, come già detto, il 23,5 del totale nazionale ordinato dalla pubblica amministrazione, quando per esempio le aziende della Lombardia, regione che ha una popolazione del 70 per cento superiore a quella del Lazio, hanno venduto allo Stato il 24,8 per cento dell'ordinato, dunque soltanto l'1,1 per cento più del Lazio.

Commenti

Commenta anche tu