Un parlamentare su tre ha cambiato casacca

Un parlamentare su tre ha cambiato casacca
20 Giugno Giu 2017 7 giorni fa

Politici o camaleonti? Da inizio legislatura sono stati addirittura 493 i passaggi di gruppo

Roma - Altra musica, altro giro di valzer. Da inizio legislatura ci sono stati 493 cambi di gruppo parlamentare. Dieci ogni mese, uno ogni tre giorni. È il dato più alto degli ultimi vent'anni. Lo dice il think-tank Openpolis, che fotografa un trend raddoppiato rispetto al parlamento passato, quando gli spostamenti erano in media 4 al mese. Tra le cause scatenanti c'è l'esplosione del sistema politico. Dei maggiori partiti entrati in parlamento nel 2013, non ne è rimasto integro nemmeno uno. Pesa anche il continuo mutamento degli equilibri tra le forze politiche. I parlamentari cambiano cavallo di continuo, nella speranza di trovarsi, al momento giusto, in sella al destriero vincente. Non di rado chi aveva deciso di abbandonare il raggruppamento originario è tornato all'ovile, non soddisfatto della scelta compiuta. Gli ultimi due a cambiare gruppo sono stati Antonino Minardo, deputato eletto con il Pdl, poi passato con Alfano e infine approdato a Fi, e Francesco Campanella, che è entrato da grillino a Palazzo Madama e, salvo ulteriori ribaltoni, ne uscirà da membro di Mdp. A Montecitorio sono saltati da un partito all'altro 188 onorevoli, per un totale di 268 transiti. A Palazzo Madama i numeri sono più bassi: 133 parlamentari sono stati autori di 225 cambi. Se si considera che gli eletti in Senato sono 315, contro i 630 della Camera, allora i transfughi sono in proporzione di più nell'Aula presieduta da Pietro Grasso. In totale, un parlamentare su tre ha cambiato bandiera almeno una volta.
Nel corso della legislatura le principali forze politiche si sono disintegrate. Il Pdl è tornato Fi, e la scissione di Alfano ha pesato sul movimento di Silvio Berlusconi. Alcuni hanno però deciso di tornare sui loro passi. Come Nunzia De Girolamo, ex ministra delle Politiche agricole, e Alberto Giorgetti, già sottosegretario all'Economia. La scissione del Pd ha tolto a Matteo Renzi oltre 30 tra deputati e senatori. La spaccatura dei Democratici ha penalizzato anche Sinistra italiana. Gli eredi di Sel hanno perso ben 17 iscritti su 31. Per questa ragione, alla Camera, si sono uniti a Possibile di Pippo Civati. A maggio i 9 senatori di Conservatori e riformisti, il movimento di Raffaele Fitto, sono entrati in Gal. In questo caso il calcolo politico c'entra poco: il gruppo è stato sciolto per mancanza del numero legale. Ha subìto una scissione anche la Lega: 3 deputati e 3 senatori hanno aderito al movimento Fare! di Flavio Tosi. Grandi sommovimenti anche in casa 5 Stelle, dove non a caso si sostiene l'introduzione del vincolo di mandato. Tra chi è stato espulso e chi è andato via sbattendo la porta, il Movimento ha dovuto rinunciare a ben 37 parlamentari in poco più di quattro anni. La maggior parte è finita nel Misto, 5 nel Pd. Il primatista degli inquieti è il senatore Luigi Compagna, oggi in Idea di Gaetano Quagliariello, con ben 10 cambi. Quattro volte in Gal e due in Ncd. Che qualcuno lo fermi.

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