Il salvagente per le donne che devono combattere contro un cancro relegato in serie B

21 Giugno Giu 2017 21 giugno 2017

Al via una campagna di informazione per dare aiuto pratico e psicologico. Su un sito le 30mila malate possono avere consigli anche sul reinserimento lavorativo

Marco Palma

Lucia ha 45 anni, sposata con due figli lavora in banca; Cristina di anni ne ha 50 è casalinga single; Roberta è in pensione anticipata a 55 anni. Tre storie di donne, diverse tra loro, ma con un destino in comune per una diagnosi impietosa: tumore al seno metastatico. Una malattia, secondo gli oncologi, troppo spesso sottovalutata e che fino a ieri lasciava non molte speranze di vita al malato, una qualità della vita difficile e strutture assistenziali non ottimali in molte regioni.

Una realtà condivisa da oltre 30mila donne italiane (con un'età media intorno ai 50 anni, sposate e con un lavoro), ma che oggi intravedono un futuro decisamente migliore. E sono proprio loro le protagoniste di una campagna informativa su tutto il territorio nazionale dal titolo fin troppo eloquente: «Voltati Guarda Ascolta», promossa dalla Fondazione AIOM ed Europa Donna Italia. Una iniziativa dai molteplici scopi: anzitutto informare tutte le donne colpite da tumore metastatico che, soprattutto all'inizio della malattia, non sanno dove andare, dove essere ascoltate e come iniziare la cura.

RICHIESTE DI AIUTO

Una campagna informativa chiara e diretta: che possa garantire a queste donne dove potersi recare nelle strutture di riferimento del Servizio Sanitario Nazionale; per far capire loro che con il tumore al seno metastatico non solo è possibile convivere, ma ricevere le migliori cure oggi a disposizione e quell'aiuto psicologico di cui una persona in quella situazione ha bisogno.

«Quando parliamo di questo particolare carcinoma tutte le donne devono sapere che esistono tante sottospecie di tumore al seno metastatico afferma la dottoressa Stefania Gori, Direttore Oncologia Ospedale sacro Cuore Don Calabria di Negrar (VR) ed è essenziale che ogni donna abbia accesso alle terapie più innovative in tutte le regioni italiane». Una campagna informativa quella di «Voltati Guarda Ascolta» dove le donne possono esprimere e condividere le loro emozioni, paure, ansie, preoccupazioni; i loro sentimenti; chiedere aiuto e consigli anche sul reinserimento al lavoro, in ogni momento attraverso il racconto, come fosse un diario di bordo, della loro malattia con un sito apposito voltatiguardaascolta.it.

«Promuovere la diffusione di informazioni su questa fase della malattia consente di far emergere bisogni assistenziali osserva Fabrizio Nicolis presidente Fondazione AIOM- psicologici, relazionali e lavorativi delle pazienti, ma anche rende queste donne più consapevoli dei risultati oggi ottenibili con trattamenti antitumorali disponibili e in arrivo».

In molti casi si tratta di «persone socialmente, professionalmente e sessualmente attive sulla cui vita la malattia ha un impatto ancor più rilevante», afferma Rosanna D'Antona , Presidente Europa Donna Italia , «e soprattutto sulle donne più giovani questa situazione ha un impatto a volte devastante».

LA CONOSCENZA

Questa campagna sarà articolata in due fasi: una prima che si concluderà a metà luglio sarà dedicata alla raccolta di storie personali che ogni paziente potrà scrivere sul sito. Mentre nella seconda parte tre delle storie pervenute, secondo il parere di una giuria, saranno veicolate in forma scritta e orale verranno diffuse sia sul sito che attraverso la pubblicazione di un volumetto in eventi di piazza in alcuni capoluoghi italiani con grande visibilità. Con la partecipazione di voce narrante di tre attrici, Michela Andreozzi Emanuela Grimalda e Daniela Morozzi che il grande pubblico conosce per la loro partecipazione a serial televisivi di successo.

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