Agli italiani piace fare sport ma spesso non si ha tempo

28 Giugno Giu 2017 28 giugno 2017

Importante è non improvvisarsi atleti. Più si è allenati e meno si rischia di incorrere in incidenti di lieve entità

Viviana Persiani

Che rapporto hanno gli italiani con l'attività fisica? Il messaggio secondo il quale lo sport è benessere ci è stato proposto in tutte le salse e, anche in un'ottica di prevenzione verso certe patologie, ha creato la consapevolezza che muoversi è importante; non solo per la forma fisica. Dalla ricerca online condotta da Assosalute, l'Associazione nazionale farmaci di automedicazione, che ha analizzato un campione rappresentativo della popolazione Internet, emergono alcuni dati interessanti. Incentivati anche dall'arrivo della bella stagione e delle vacanze, il 42,6% degli italiani pratica sport con cadenza settimanale, con un netto calo di coloro che, invece, non si muovono. Forse la prova costume incombe? Sarà, ma è evidente un chiaro aumento, negli ultimi cinque anni, di coloro che praticano un'attività sportiva non agonistica, a bassa frequenza, in modo costante, perché consapevoli che lo sport faccia bene al corpo, alla mente e anche allo spirito. Meglio se praticato all'aria aperta.

«Condurre uno stile di vita sedentario spiega Michelangelo Giampietro, professore di Medicina dello Sport e di Scienze dell'Alimentazione presso l'Università La Sapienza di Roma può portare ad alterazioni e a disfunzioni metaboliche, dell'apparato cardiocircolatorio e dell'apparato muscolo-scheletrico». Si parla, infatti, di sindrome dell'ipocinetica. Il movimento moderato, invece, previene l'Alzheimer, migliora la qualità della memoria, libera endorfine con un'azione anti ansia e antidepressiva. La quota di coloro che si cimentano in attività sportive cala in modo significativo con l'aumentare dell'età, mentre poi torna in media tra gli over 65. Gli italiani, in generale, vorrebbero poter concedere più tempo allo sport anche a livello amatoriale, ma coloro che appartengono alla fascia dell'età lavorativa faticano a ritagliarsi dei momenti ad hoc. Esiste una cultura diffusa per affrontare l'attività motoria? Perché anche lo sport amatoriale, se non si è ben equipaggiati e ben allenati, comporta qualche rischio: dolori articolari e muscolari, distorsioni, calli e vesciche. Occorre prepararsi in modo adeguato, per prevenire anche piccoli incidenti, pensando a un'adeguata idratazione, a fare dello stretching e riscaldamento muscolare, a munirsi di abbigliamento e attrezzature corretti. Dalla ricerca risulta che i giovani hanno la sana abitudine di prepararsi e premunirsi prima di praticare attività, mentre sfiora il 30% la quota di over 65 che non mette in pratica alcun comportamento preventivo.

Anche per praticare sport bisogna sfruttare la saggezza accumulata negli anni. Come afferma Giampietro, «occorre saper valutare attentamente i propri limiti; il dolore, ad esempio, è un segnale che ci invia il nostro cervello e che non bisogna trascurare. Qualora compaiano mal di testa, crampi muscolari o affaticamento, occorre fermarsi, senza trascurare anche un arrossamento eccessivo della pelle e del volto».

È vero che più si è allenati, meno si rischia di incorrere in incidenti di lieve entità, ma è sempre bene partire con il famoso kit di soccorso medico, nel quale, oltre a garze e a cerotti, non possono mancare disinfettante, ghiaccio secco, pomate e i famosi FANS che, farmaci non steroidei, oltre ad avere proprietà antinfiammatorie, sono anche in grado di ridurre il dolore.

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