Metti il medico in valigia Ogni meta ha il suo kit

28 Giugno Giu 2017 28 giugno 2017

di Maria Sorbi

Ogni viaggio ha le sue medicine da portare. Per evitare di riempire inutilmente la valigia di pastiglie di ogni tipo, vale la pena fare due chiacchiere con il medico e chiedere qualche consiglio utile. Ovviamente le variabili da considerare sono molte, a seconda che la vacanza sia assieme ai bambini, all'avventura con lo zaino in spalla, in Asia o in centro America. È bene informarsi con largo anticipo sulle profilassi da seguire a seconda della meta scelta. Per anti malarica e certi vaccini, ad esempio, è necessario che trascorra qualche settimana perché l'effetto protettivo sia ben attivo.

FEBBRE E ZANZARE

Il primo passo che tutti fanno è quello di mettere in valigia un antipiretico. «Ma attenzione - spiega Claudio Droghetti, responsabile dell'ambulatorio di Medicina dei viaggi del Centro diagnostico italiano -, non tutte le febbri vanno curate allo stesso modo. Se si viaggia nei paesi in cui c'è un'alta possibilità di contrarre lo Zika virus, provocato dalla puntura di una zanzara (da Capo Verde a Santo Domingo, dal Brasile all'Estremo Oriente), non va assolutamente bene assumere l'acido acetilsalicinico. Quindi niente Aspirina per combattere la febbre ma meglio una scatola di Tachipirina». Lo stesso discorso vale per la febbre da Dengue, virus trasmesso dalle zanzare della fascia tropicale. Come mai va evitata l'Aspirina? Perché ha un'azione anti coagulante e non va bene per contrastare virus che diminuiscono la produzione delle piastrine responsabili della coagulazione del sangue.

Base del kit del viaggiatore sono anche antibiotici ad ampio spettro, fermenti lattici (da assumere già una settimana prima della partenza), creme a base di cortisone e antibiotico (nel caso in cui la puntura di un insetto si infetti) e repellenti anti zanzare e mosquitos, con una copertura ideale tra il 20 e il 50%. Chi decide di avventurarsi in foreste tropicali o nel cuore della giungla è bene si porti con sé anche l'equivalente del kit che solitamente si tiene in auto: garze, cerotti, disinfettante e siringhe. Nulla di tutto ciò se invece si prenota in una struttura turistica dove il personale, all'occorrenza, può fornire tutto il necessario. I medici suggeriscono sempre di portare con sé anche una scatola di preservativi ed evitare rapporti non protetti, fonte infinita di malattie sessuali.

L'ASSICURAZIONE

Prima di partire è utile capire che tipo di sistema sanitario ha il Paese che si vuole visitare, soprattutto se segue politica a tradizioni molto differenti da quelle occidentali.

E poi è bene sapere dove sono le strutture sanitarie più vicine e se è semplice raggiungerle e con che mezzi. In base a queste informazioni si può decidere di stipulare un'assicurazione di viaggio più o meno completa, che magari comprenda anche il volo di rientro in caso di emergenza: pratica che altrimenti potrebbe creare qualche problema. «Io suggerisco sempre ai miei pazienti - spiega Claudio Droghetti - di chiedere se i paesi in cui vanno sono convenzionati con l'Italia, come ad esempio il Brasile, altrimenti è fortemente consigliata una polizza per qualsiasi imprevisto». Oltre al Brasile, l'Italia ha convenzioni sanitarie anche con Tunisia, Argentina, Australia, Capo Verde e con i Paesi della ex Jugoslavia. Per i viaggiatori più avventurosi e fai-da-te, un'altra precauzione fondamentale è registrarsi sul sito della Farnesina, comunicando la meta e le date del viaggio. E comunque è consigliabile inserire nella memoria del telefono anche i numeri di telefono dell'ambasciata italiana.

LE VACCINAZIONI

Alcuni Paesi come il Burkina Faso o l'Angola non lasciano entrare i turisti a meno che non siano vaccinati contro la febbre gialla. Altri Paesi, dalla Tanzania alla Colombia, pur non avendo più l'obbligo della profilassi, consigliano vivamente la vaccinazione, soprattutto ai viaggiatori che arrivano da zone a rischio e che hanno in mente di esplorare la natura al di fuori dei circuiti turistici. Sul sito della Farnesina sono disponibili le mappe in cui la malattia infettiva è ancora diffusa. Tra le altre vaccinazioni da considerare in base alla meta ci sono epatite A e B, il richiamo contro difterite e tetano (se fatto da più di dieci anni), l'anti tifo, l'anti colerica e l'anti rabbia, soprattutto nei paesi con numerosi cani randagi. E poi ci sono le profilassi ad hoc. Chi va per risaie in Vietnam, Laos e Cambogia è bene che faccia la vaccinazione contro l'encefalite giapponese, trasmessa da una zanzara molto pericolosa. E poi può valutare col medico l'anti polio, ma solo nel caso in cui il viaggio sia molto lungo. I cacciatori che vanno nelle selve in Est Europa devono informarsi sul vaccino contro l'encefalite da zecca e chi va nella cosiddetta «cintura della meningite» africana, si tuteli contro il meningococco A,C,W,Y. Se si viaggia in un Pese a rischio malaria, va stabilito con il medico curante il tipo di antimalarica da assumere. Infine il capitolo igiene: a parte le regole base sulle buone abitudini anti batteriche, i medici raccomandano di lavarsi spesso le mani nei paesi del Medio Oriente: è la precauzione migliore per evitare il Corona virus, una malattia che si trasmette attraverso via aerea e che provoca febbre, tosse e diarrea. Sembra che i portatori dell'infezione siano i dromedari. Nel dubbio, evitare di visitare allevamenti o prendere le precauzioni adeguate.

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