Quel brano inedito di ventidue minuti e il mistero della pelle della batteria

Quel brano inedito di ventidue minuti e il mistero della pelle della batteria
9 Luglio Lug 2017 09 luglio 2017

In un libro tutte le curiosità sul disco più famoso della storia del rock

Insieme a Pet Sound dei Beach Boys, Sgt Pepper's Lonely Hearts Club Band è considerato il disco più significativo nella storia del rock. Oggi che compie 50 anni ed esce rimasterizzato e con versioni inedite di alcuni brani, ne scopriamo la storia nel bellissimo volume Sgt Pepper: 50 anni. La storia, la musica, le suggestioni e l'eredità del capolavoro dei Beatles di Mike McInnerney, Bill DeMain e Gillian G. Gaar. Qui di seguito alcune curiosità sulla genesi dell'album.

IL MISTERO DELLA BATTERIA La pelle della grancassa della batteria con il logo dell'album fu disegnata da Joe Ephgrave, mitico personaggio che non si sa neppure se esista. Nessuno lo ricorda, tranne la coproduttrice del disco Jann Haworth che dice: «Era un pittore che lavorava per i luna park». Nella scritta c'è un errore; avrebbe dovuto esserci un apostrofo tra la «r» e la «s» di Pepper ma poi è rimasto tutto così.

GLI INDIZI SULLA MORTE DI PAUL Secondo la leggenda, Sgt Pepper contiene almeno dieci indizi sulla morte di McCartney: dai fiori posizionati davanti alla band che sono funebri al corno nero inglese - simbolo di morte - che impugna lo stesso Paul.

LA TROMBA E IL TROMBINO In Penny Lane, accanto all'orchestra McCartney volle inserire David Mason al trombino, dopo averlo visto in tv suonare con la English Chamber Orchestra il Concerto brandeburghese n.2 in fa maggiore di Bach. Una parte per tromba dello stesso Mason fu inserita nel singolo promozionale Usa ma non sul disco ufficiale.

«A DAY IN THE LIFE» Per ottenere il suono perfetto in un punto del brano Lennon, McCartney e Ringo furono registrati mentre suonavano un accordo di mi maggiore ciascuno su un pianoforte diverso (e Martin fece la stessa cosa su un armonium) tenendo premuto il pedale di risonanza per sostenere l'accordo; intanto Geoff Emerick alzava lentamente i controlli del volume «per catturare il suono fino all'ultima goccia». Ci vollero nove tentativi per ottenere il suono perfetto.

IL BRANO MISTERIOSO Dopo aver inciso A Day In the Life, i Beatles si rilassarono suonando una lunga improvvisazione che non è mai stata pubblicata seppur sia stata registrata. Mark Lewisohn ha detto in proposito: «ventidue minuti e dieci secondi di ritmo suonato alla batteria, arricchito da tamburelli e conga. A cosa dovesse servire non è chiaro». Forse era semplicemente un happening per scaricare la tensione.

I RETROSCENA DI «LOVELY RITA» L'allegra Lovely Rita fu ispirata a McCartney dalla gioia di scoprire che in Usa le parcheggiatrici si chiamavano «meter maids». Il brano è un capolavoro di manipolazione di suoni. La traccia della voce solista di Paul fu registrata a velocità inferiore al normale, Martin applicò del nastro sul perno del registratore per produrre un effetto country e i Beatles crearono una finta sezione fiati soffiando dentro alcuni pettini avvolti nella carta igienica dei bagni della Emi.

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