Un ex ministro tedesco contro Volkswagen Fca nel mirino in Olanda

Un ex ministro tedesco contro Volkswagen Fca nel mirino in Olanda
11 Luglio Lug 2017 11 luglio 2017

A capo della maxi-class action Ue, il vecchio capo degli Interni. Nei guai anche Porsche

Dieselgate alla ribalta. E Gruppo Volkseagen ancora nell'occhio del ciclone. Dopo l'arresto dell'ex ingegnere di Audi, Giovanni Pamio, ritenuto la «mente» tecnica del software truccato, nel mirino torna anche la Porsche. La Procura di Stoccarda ha avviato un'azione legale contro la Casa produttrice di supercar. Indagini riguarderebbero alcuni dipendenti e una filiale Usa. I magistrati non hanno ancora formulato accuse formali, ma parlano di «frode e pubblicità ingannevole» in relazione alle emissioni dei motori diesel. Gli stessi reati per cui è finito nei guai il Gruppo Daimler. Secondo l'agenzia Reuters, la Porsche avrebbe contattato gli inquirenti prima dell'avvio formale delle indagini, in modo da chiarire la propria posizione. La Procura di Stoccarda sta anche valutando le posizioni di alcuni dipendenti della Bosch, sospettati di «favoreggiamento» nell'ambito della fornitura delle centraline di controllo.

Ma problemi grossi, per il colosso di Wolfsburg, potrebbero arrivare ora dall'Europa dove cresce il malumore a causa del trattamento differente riservato ai consumatori rispetto a quelli Usa. A muoversi sono un consorzio di avvocati e due organizzazioni a tutela dei consumatori. Sotto la guida dell'ex ministro degli Interni tedesco, Gerhart Baum, il consorzio punta a coordinare le accuse contro il gruppo in Europa, a collaborare a livello giuridico e a scambiare pareri di esperti. «Vw non fa assolutamente fronte alle proprie responsabilità. Punta sul tempo e continua a esserci il rischio di prescrizione», afferma Baum. L'obiettivo del consorzio è spingere il colosso a concordare a livello europeo un risarcimento agli acquirenti di auto con motori diesel manipolati. Diversamente da quanto successo negli Usa i clienti europei coinvolti dal Dieselgate non hanno ricevuto alcun rimborso. I proprietari di auto Vw sono costretti in quasi tutti i Paesi europei ad avviare azioni legali individuali; fanno eccezione l'Italia e l'Olanda, dove è invece possibile partecipare ad azioni collettive. La class action lanciata da Altroconsumo, per la quale è in corso la raccolta delle adesioni, punta a chiedere la restituzione del 15% del prezzo d'acquisto dell'auto con la centralina taroccata.

La fondazione olandese Stichting Volkswagen Car Claim ha invece puntato il dito, a nome di 180mila persone, sia contro la stessa Casa tedesca sia contro Bosch sia contro i concessionari, chiedendo un risarcimento tra 4 e 4,5 miliardi, che si aggiungerebbero agli oltre 23 versati dal gruppo negli Stati Uniti.

Ma nemmeno Fca può stare tranquilla. Lo spettro del Dieselgate, in attesa di novità dalle autorità americane sulle inchieste in corso da mesi, continua infatti ad aleggiare. Si riparla di emissioni truccate dall'Olanda, Paese che ospita la sede legale del gruppo, dove sotto osservazione è finito il modello Jeep Grand Cherokee Euro 5. A far compagnia a queste Jeep è anche il Suv Vitara della Suzuki. Fca, intanto, ha nominato un nuovo capo per la Germania: è Gaetano Thorel, che comunque mantiene la responsabilità dei mercati minori del Lingotto. Una scelta non casuale, visto che Thorel ha vissuto per anni in Germania, come manager di Ford, e conosce a fondo le dinamiche di quel mercato.

Di ieri, infine, è anche la notizia che Jeep va all'attacco dell'India, Paese dal quale manca da una ventina d'anni. Alla produzione della Compass, destinata anche ai mercati con guida a destra, dal 2019 seguirà quella della Renegade.

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