Visco: "Emergenza bancaria finita, gli istituti producano utili"

Visco: Emergenza bancaria finita, gli istituti producano utili
12 Luglio Lug 2017 12 luglio 2017

Il governatore di Bankitalia: "La soluzione delle situazioni aziendali dissestate e la ripresa economica stanno dissipando i rischi sulla tenuta del sistema"

All'Assemblea dell'Abi, Ignazio Visco, governatore di Bankitalia, dichiara chiusa l'emergenza banche in Italia: "La soluzione delle situazioni aziendali dissestate e la ripresa economica stanno dissipando i rischi sulla tenuta del sistema".

"L'operazione" su Mps, ha detto Visco, "consentirà alla banca di innalzare i coefficienti patrimoniali su livelli in linea con quelli dei principali concorrenti; di liberarsi, anche grazie all'intervento del fondo Atlante, dell'intero portafoglio di sofferenze e di aumentare i tassi di copertura sul resto delle esposizioni deteriorate; di accrescere significativamente efficienza, produttività e redditività, con misure volte ad accompagnare l'uscita nel tempo di una parte significativa della compagine del personale; di tornare a contribuire pienamente al finanziamento dell'economia".

Il governatore di Bankitalia ha poi prosegiuto dicendo che "la ripresa dell'economia italiana si è rafforzata. I più recenti indicatori congiunturali confermano l'accelerazione dell'attività produttiva". "La maggiore crescita si riflette positivamente sugli andamenti del credito, anche se la domanda di finanziamenti da parte delle imprese resta debole, risentendo dell'ampia disponibilità di fondi propri e delle difficoltà di alcuni settori - aggiunge Visco -La prosecuzione del rafforzamento congiunturale presuppone che continui il miglioramento del ciclo globale, che non aumenti la volatilità nei mercati finanziari internazionali e che le condizioni monetarie e creditizie nell'area dell'euro rimangano fortemente espansive. Ma per cancellare l'eredità della crisi economica più grave e profonda nella storia del nostro paese, le cui conseguenze sono visibili nei picchi raggiunti dalla disoccupazione, dall'incidenza del debito pubblico sul prodotto e da quella dei crediti deteriorati sul totale dei prestiti delle banche, serve più di una ripresa congiunturale. In Italia lo sviluppo economico è ancora frenato dalle rigidità e dalle inefficienze del contesto in cui operano le imprese, dalla debole dinamica della produttività. Va proseguito il processo di riforma, che richiede impegno da parte di tutti, lungimiranza e interventi volti a lenire i costi della transizione".

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