Il buonsenso evaporato denuncia Casa Pound e sposa i rave no-global

Il buonsenso evaporato denuncia Casa Pound e sposa i rave no-global
14 Luglio Lug 2017 14 luglio 2017

Adesso siamo tutti più tranquilli, c'è chi vigila sulla democrazia e sull'ordine repubblicano. Un po' meno sul buonsenso, ormai evaporato in questi giorni di caldo e surreali dibattiti su Fascismo e antifascismo che nemmeno nel '45 erano così cattivi. Un clima brutto che si va inasprendo, ma sembra che nessuno senta il bisogno di frenare. Di rinunciare a un titolo di giornale anche a costo di giocare sulla pelle altrui, perché a questi politicanti (e non politici) gli anni di piombo con i giovani sulle barricate a spararsi non hanno evidentemente insegnato nulla. Tanto che un centrosinistra dilaniato da una guerra interna e da una crisi di identità mai viste prima, si aggrappa ancor più che negli anni Settanta alla caccia al fascista. Vero o immaginario, di dottrina o da bar poco conta. L'importante è sperare di acchiappare qualche voto, sparare nel mucchio e attendere la benevolenza di alcuni giornali per indossare i panni delle vestali della democrazia.

E così se ieri dal lido di Chioggia è arrivata la notizia che il bagnino nostalgico dovrà rispondere dell'accusa di apologia del Fascismo (Legge Scelba del 1952), Milano ha risposto con la denuncia di 21 militanti di Casa Pound. L'accusa? Essersi presentati davanti al Comune. «L'iniziativa estemporanea - si legge nel severo resoconto della questura - è stata messa in atto con degli slogan dimissioni, dimissioni anche con l'utilizzo di un megafono e con l'esposizione di uno striscione riportante la scritta Sala dimettiti seguita dal logo di Casa Pound». Ora chiunque abbia frequentato Piazza Scala ricorda le manifestazioni non autorizzate di inquilini sfrattati, maestre d'asilo, dipendenti del Comune, cassa integrati, sostenitori del Tibet libero e insegnanti di yoga cacciati da uno spazio comunale. Ma per nessuno si ricorda una denuncia. Perché se non lo è la piazza del Comune, quale sarà mai lo spazio giusto per manifestare (civilmente)? In tutto questo verrebbe da segnalare a poliziotti, consiglieri pd, sindaco e assessori il festival ovviamente illegale e per nulla autorizzato organizzato come ogni anno in piazza Selinunte dal Cantiere, il centro sociale occupato (altrettanto illegalmente). Con tanto di misterioso allacciamento abusivo all'energia elettrica, some denuncia nell'articolo a pagina 4 il consigliere di Fi Alessandro De Chirico. Quattro giorni di caos, spinelli e schiamazzi. Fortunatamente antifascisti.

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