Il film del weekend: "The War – Il Pianeta delle Scimmie"

Il film del weekend: The War – Il Pianeta delle Scimmie
15 Luglio Lug 2017 15 luglio 2017

Un racconto epico e commovente, fatto di sofferenza, desiderio di vendetta e istinto di sopravvivenza. Ma anche un grande affresco visivo, colmo di citazioni cinefile e di spunti riflessivi

"The War- Il pianeta delle scimmie", l'ultimo capitolo, nonché il migliore, della trilogia di fantascienza nata come prequel al celebre film del 1968, non è solo un superbo affresco visivo ma una riflessione sul significato del termine umanità in grado di toccare nel profondo.

La pellicola inizia in medias res, con la guerra tra esseri umani e scimmie evolute ormai all'apice. Quando il Colonnello (Woody Harrelson), l'uomo alla guida dei soldati americani, arriva a uccidere il figlio e la moglie di Cesare (Andy Serkis), il leader dei primati, per quest'ultimo c'è spazio solo per la vendetta e parte con alcuni fedelissimi allo scopo di compierla. Ad attenderlo, alla fine del cammino, ci sarà una battaglia epica che determinerà il destino della sua specie e il futuro del pianeta.

Action e drama sono perfettamente bilanciati. La commozione è tangibile in diversi momenti e l'epica che si respira è quella di certi grandi western del passato, ma i numerosi riferimenti cinematografici includono anche film come "Apocalypse Now" e "Schindler's list". Dopo una prima parte in cui il viaggio di Cesare e dei suoi compagni di vendetta è avvolto in suggestioni da film di John Ford, l'atmosfera diventa, infatti, cruenta e cupa, da war movie.

La guerra del titolo si riferisce però, soprattutto, al conflitto interiore del protagonista, in lotta tra il desiderio di appagare il proprio odio e quello di tenere fede ai propri valori sedandolo. A rendere la pellicola emotivamente pulsante contribuisce anche una colonna sonora magistrale e mai invasiva, firmata da Michael Giacchino.

I dialoghi sono esigui ma a parlare sono gli sguardi. Le scimmie protagoniste sono davvero ben caratterizzate, con fisicità e personalità definite. Lo stesso non può dirsi per gli umani che paiono figure scolorite, soldati che fanno da comparsa nella loro stessa vita, intercambiabili e alienati da una devozione alla violenza che ne ha resa indistinguibile l'identità. Il percorso inverso di quanto avvenuto nel popolo dei primati, le cui peculiari risorse, affettive e intellettive, sono emerse proprio perché irrorate da una crescente umanità.

Nel film la posizione di fronte al più debole, nella fattispecie uomini infetti e incapaci di parlare, divide in fazioni gli esseri umani superstiti: il Colonnello e i suoi sono a favore della soppressione degli "impuri", parlano di guerra santa e sono barricati in una sorta di lager in cui si preparano ad affrontare le truppe di chi la pensa diversamente da loro.

Le scimmie sembrano essere le ultime depositarie autentiche di empatia e la loro arma segreta è la solidarietà: "scimmie insieme forti" come ripete Cesare nei punti più significativi del tragico esodo del suo popolo dalla foresta.

"The War- Il pianeta delle scimmie" è un grande film sotto molti punti di vista. Non è solo tecnicamente ineccepibile e dotato di una computer grafica dai dettagli incredibili ma, a livello concettuale, si presta ad essere fruito a più livelli a seconda della sensibilità dello spettatore. Ad esempio si può cogliere il suggerimento di una riflessione sul linguaggio nel personaggio della piccola Nova, una bambina in cui si imbattono Cesare e compagni, così come, nella disumanizzazione estrema di alcuni degli esseri umani raffigurati, il racconto metaforico dei nostri giorni.

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