La fresca estate del '69 (e poi l'autunno caldo)

La fresca estate del '69 (e poi l'autunno caldo)
15 Luglio Lug 2017 15 luglio 2017

Andavano fortissimo Mao Tse Tung e Ho Chi Minh, Che Guevara, Fidel Castro, Nelson Mandela, il prete guerrigliero Camilo Torres, il movimento dei Black Power e quello uruguayano dei Tupamaros

L' anno precedente, il «mitico» Sessantotto, era già successo tutto: il Maggio francese, la primavera di Praga, l'assassinio di Martin Luther King, le rivolte dei ghetti neri, la contestazione studentesca, l'opposizione in Usa alla guerra nel Vietnam. Andavano fortissimo Mao Tse Tung e Ho Chi Minh, Che Guevara, Fidel Castro, Nelson Mandela, il prete guerrigliero Camilo Torres, il movimento dei Black Power e quello uruguayano dei Tupamaros. Dalla memoria ormai a chiazze spuntano la minigonna di Mary Quant, la libertà sessuale, i capelli lunghi, i Beatles, la nuova musica americana, intrisa di rock, di country e di blues che culminò, ipnotizzando i giovani di ogni continente e marcando un'epoca, nel raduno di Woodstock dell'agosto 1969.

Quella poderosa, irresistibile spinta libertaria nata nei campus e nelle comunità hippie degli Usa travolse anche la nostra società, cambiandone i connotati. Venivamo dal boom economico e dall'invenzione della cambiale, che cambiò per sempre le abitudini degli italiani e inaugurò la festa mobile, mai finita, della «società dei consumi». Ancora un poco, e saremmo piombati e piè pari nella «modernità».

Di quella leggerezza, di quel fervore creativo, di quella libertà mai sperimentata prima dai nostri genitori e dai nostri fratelli più grandi, che al liceo erano ancora andati, solo fino a qualche anno prima, in giacca e cravatta, parla la foto che pubblichiamo, datata 1969. Una chitarra, un organetto, due tamburelli, una vacanza al mare in tenda, fuori dagli schemi e dalle convenzioni. Le ragazze come moderne baccanti, ma per ridere. Lui, non ancora travolto dal modello hippie, ancora in camicia bianca, senza stravaganze da figlio dei fiori. Lontano mille miglia (non per molto ancora, forse) dai suoi omologhi americani conquistati dagli allucinogeni e dalla cannabis, intesi come veicoli necessari per esplorare e allargare lo stato di coscienza. La macchia che si scorge sullo sfondo fa pensare all'Argentario, alla Maremma, all'alto Tirreno. Un'immagine che racconta e compendia l'inizio di una ribellione giovanile che fra le tante altre cose diceva addio alla villeggiatura com'era stata intesa fino ad allora; e come l'aveva raccontata l'indimenticabile Alberto Sordi. Fine della famiglia allargata ai suoceri e alle zie che sulla spiaggia arrivava con seguito di sdraio, parmigiane e peperoni imbottiti, il padre in canottiera e la mamma in prendisole.

Ancora qualche mese, dai tempi di quella foto, e anche da noi sarebbe dilagata quella cultura hippie che aveva avuto il suo battesimo nel distretto di Haight-Ashbury di San Francisco e che si sarebbe diffusa in tutte le terre emerse. Il «pianeta giovani» rifiutava l'intera visione del mondo come era stata fino ad allora tramandata dai padri, innescando un conflitto generazionale che portò una ventata di novità nei rapporti e nei legami, anche tra uomini e donne. Pace, amore, fratellanza, il rock psichedelico come colonna sonora di uno stile di vita che celebrava la libertà personale contro l'ortodossia politica e sociale dominanti. E una canzone, «All you need is love», dei Beatles, che interpretava e suggellava una stagione che avrebbe fatto epoca. Come «Miss James», cantata da John Mayall, maestro del blues bianco inglese, nel suo «Blues from Laurel Canyon», che è in California, naturalmente, dove tutto ebbe inizio. Al festival di Sanremo, nell'Italietta che stentava a svestire i panni dell'eterna provincia vince «Zingara», cantata da Bobby Solo e Iva Zanicchi. Ma a Woodstock, in estate, trionfano Richie Havens e Joan Baez, Janis Joplin e i Grateful Dead, Crosby, Stills, Nash and Young, Carlos Santana e Jimi Hendrix.

L'«autunno caldo», il primo, e la strage di piazza Fontana del 12 dicembre avrebbero marcato la lugubre fine di quell'anno. Ma la primavera, e quell'estate del 1969, resteranno indimenticabili.

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