Sesterzi, bitcoin e sardex: ecco come funziona l'euro bis

Sesterzi, bitcoin e sardex: ecco come funziona l'euro bis
15 Luglio Lug 2017 11 giorni fa

I sindaci M5s di Roma e Torino pensano a una valuta locale e parallela. Idea simile a quella di Berlusconi

Immaginate che qualcuno vi regali una carta di credito «speciale» che vi consenta di avere a disposizione una somma extra ogni mese che può raggiungere la metà del vostro reddito mensile. È una carta magica perché si salda a fine anno e non ogni 30 giorni, ma può essere utilizzata solo per effettuare transazioni con chi ne possiede una uguale. Ecco, se la vostra immaginazione vi consente di focalizzare questo strumento particolare di pagamento, siete già entrati nel magico mondo della moneta complementare, della moneta virtuale e perfino della doppia valuta.

Un universo che i due sindaci di Roma e di Torino, Virginia Raggi e Chiara Appendino, vorrebbero materializzare per i loro cittadini sulla base del programma grillino di creazione di una moneta complementare. Ma anche il progetto di Silvio Berlusconi della doppia circolazione di una nuova lira per gli scambi interni assieme all'euro e il sempre più famoso bitcoin non si discostano molto da questo genere di sperimentazione monetaria.

Raggi è interessata a ripetere nella Capitale la felice esperienza del Sardex, la moneta complementare sarda reintroducendo l'antico sesterzio. Si tratta di una versione più tecnologica del vecchio «cambio merce» (o baratto). Quattro ragazzi isolani appassionati di tecnologia hanno creato un circuito telematico cui si sono iscritte migliaia di partite Iva sarde e sul quale è possibile scambiare beni e servizi con il Sardex. In pratica, se un individuo produce o vende beni di interesse per il mercato si iscrive, apre un conto e si fa intestare a debito una quota di valuta pari alle necessità con le quali potrà effettuare spese o investimenti per l'azienda. A sua volta vi saranno altri iscritti che comprano da lui e, se tutto va bene, porterà il proprio conto in pari o in attivo. Se va male, dovrà versare in euro la differenza alla chiusura dell'anno finanziario del circuito. In ogni caso, chi aderisce ha risparmiato per tutto l'anno un grosso ammontare di liquidità, cioè di euro veri.

Vale lo stesso per il Torino-coin che sta studiando la giunta Appendino. La moneta virtuale come il bitcoin, però, si acquista e viene usata in Rete per effettuare transazioni attraverso un semplice scambio di stringhe e di codici che identificano acquirente, venditore e valore della transazione. Discorso diverso per la doppia valuta cui pensa il Cavaliere e che presenta qualche difficoltà in più perché l'unione monetaria impedisce l'uso di valute diverse dall'euro. In questo caso si stampano nuove monete (come fecero gli americani durante la Seconda Guerra Mondiale con le Am-lire o come si fece negli anni '70 con i mini-assegni) e si crea liquidità aggiuntiva per tutti i cittadini (e non solo per gli «iscritti» a un circuito) nel sistema economico. Secondo le indiscrezioni, questo surplus dovrebbe circolare per un tempo prestabilito o comunque fino al raggiungimento di una crescita economica stabile.

Il comun denominatore di queste proposte, infatti, è l'aumento della massa monetaria e della velocità di circolazione della moneta in modo da creare un impatto positivo sul Pil. In Sardegna ha funzionato.

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