Vetro e abusivi in Darsena? Intanto dilagano i droga party

15 Luglio Lug 2017 15 luglio 2017

Nel quartiere dopo l'entrata in vigore dei nuovi divieti. «Più della movida ci preoccupa lo spaccio»

Michelangelo Bonessa

La movida, le bottiglie, il caos fino al mattino, ma agli spacciatori pensano solo i residenti. Mentre il Comune cerca di regolare la movida in Darsena con una sbeffeggiata ordinanza anti bastoni per selfie, cittadini e commercianti della zona portuale segnalano il ritorno massiccio dello spaccio. Una questione persino più sentita di altre, come la massiccia presenza di abusivi o la movida selvaggia.

Qualcuno lo riassume con sarcasmo: «È tornata l'eroina e la cocaina a manetta sintetizza Elio Monza, che ha i genitori in zona - forse in calo i coma etilici, reggono bene invece gli episodi di vandalismo». Droga sì e non tanto la marijuana, quanto quella in polvere o pasticche bianche: non a caso pochi giorni fa l'ultimo «allegrone» ripescato nella Darsena ci si era lanciato urlando «cocaina!».

«L'unica soluzione propone Carlo Cecaro, da viale Gorizia 18 è di mettere dei cancelli, anche se di catrame e cemento è un parco come gli altri, oppure installare telecamere per evitare i droga party». Anche per i commercianti il problema ha creato delle vere beffe: «L'Amministrazione ci aveva convinto a sponsorizzare la riapertura di un parcheggio in via Picchi spiega Michele Berteramo ma per raggiungere il bordo dei Navigli e la Darsena bisogna passare per la zona di via Gola e la sera anche maschi adulti in gruppo hanno paura di passarci: il risultato è che il parcheggio non lo utilizza nessuno».

«Io delle ordinanze del Comune non me ne occupo afferma un altro barista con l'esercizio affacciato sull'acqua il divieto del vetro per i locali esiste da anni, ma noi lo diamo lo stesso; adesso preferisco pensare alle vacanze». Il problema degli abusivi però resta. Per questo insieme ai divieti sul vetro si sono aggiunti quelli sui bastoni per selfie. Però già ai primi di giugno il quotidiano il Giorno aveva denunciato la presenza di depositi di birre nelle fognature e, un mese dopo, il fallimento del giro di vite annunciato da Palazzo Marino.

E anche le iniziative della giunta sembrano poco coordinate come notava Simone Enea Riccò, presidente della commissione sicurezza del Municipio 5, parlando delle annunciate e poi attuate misure restrittive sulla Darsena: «Ennesimo esempio di amministrazione schizofrenica dove il sindaco Sala contraddice il suo assessore alla Sicurezza». Sala infatti aveva detto che forse era meglio applicare le regole già esistenti in contrasto con quanto annunciato da Carmela Rozza.

Anche dal Comitato navigli hanno provato a sollevare obiezioni: «Abbiamo incontrato gli assessori Rozza, Granelli e Tajani, spiegandogli che se così limitata questa ordinanza servirà al massimo a creare un'isola felice intorno alla Darsena spiega la signora Valassina ma ci hanno replicato che non possono controllare tutto: in questo modo sposteremo il problema poco più in là». La questione Darsena dunque è lungi dall'essere risolta.

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