Dall'Oriente con amore. La vita avventurosa del nostro gatto di casa

Dall'Oriente con amore. La vita avventurosa del nostro gatto di casa
16 Luglio Lug 2017 6 giorni fa

È nato in Mesopotamia, si è moltiplicato in Egitto e ha conquistato il mondo con i romani

A parte l'Antartide, il gatto domestico ha colonizzato l'intero pianeta. Da tempo gli studiosi si interrogano sulle ragioni di questo successo che pochi altri animali hanno ottenuto. Recenti ricerche hanno dimostrato che gli antichi Egizi hanno avuto un ruolo fondamentale nella sua diffusione e che la maggior parte di questi felini domestici (Felis silvestris catus) deriva dal gatto africano (Felis silvestris lybica) vissuto migliaia di anni fa nell'antico Egitto.

La sezione scientifica dell'Independent ci regala un pregevole articolo che riprendiamo volentieri per soddisfare la curiosità dei nostri lettori riguardo alle origini e alla diffusione di uno degli animali più amati in tutto il mondo. Fino a poco tempo fa si credeva che il gatto fosse stato addomesticato (termine improprio in verità) attorno al 2000 a.C. in Egitto. Usando le moderne tecniche di analisi genetica, i ricercatori hanno stabilito invece che i gatti furono dapprima addomesticati nel cosiddetto Vicino Oriente ben 10.000 anni prima di Cristo. Ne fa fede uno scheletro completo di gatto trovato nel 2004 accanto a un sito di sepoltura umano in quel di Cipro e datato attorno al 7500 a.C. Il gatto scoperto presenta una forma molto simile a quella del gatto selvatico africano, senza le modificazioni dello scheletro dovute alla domesticazione: si tratta di un gatto addomesticato piuttosto che di un gatto domestico.

La comunanza (più che la vera e propria domesticazione) tra gatto e uomo inizia sicuramente tra le popolazioni di agricoltori, divenute stanziali, che notano subito le prodigiose capacità del felino nel «trattare» con ospiti piuttosto scomodi per i depositi delle loro granaglie: i topi. É tramite l'agricoltura che il gatto si afferma con successo presso l'uomo (e soprattutto la donna). Gli studi di Carlos Driscoll su 979 gatti hanno permesso di definire la probabile origine del gatto domestico nella regione della Mezzaluna Fertile in Mesopotamia.

Nell'antico Egitto gatti e persone sviluppano una relazione talmente stretta da riservare al felino un posto di spicco nelle raffigurazioni artistiche del tempo e nella religiosità della popolazione. La crescente popolarità del gatto presso gli egiziani contagia altre popolazioni, specie quelle che si spostano via mare e sperimentano l'utilità dei felini sulle navi infestate da roditori. Ben presto il gatto si diffonde in tutto il Mediterraneo. Scrivono i ricercatori nella rivista Nature Ecology & Evolution, che durante il Nuovo Regno in Egitto la raffigurazione del gatto in contesti domestici è comune intorno al 1500 a.C., ma si trovano facilmente nei manufatti greci fin dalla fine de VI secolo a.C.

I ricercatori affermano che i cambiamenti genetici più pronunciati nel distinguere il gatto selvatico da quello domestico stanno nel comportamento, più che nella forma. Chiunque abbia incontrato un gatto selvatico scozzese o un norvegese delle foreste confermerebbe prontamente.

I gatti domestici varcano i confini delle Alpi con le conquiste romane e l'espansione felina subisce un'ulteriore spinta grazie ai marinai. Durante il medioevo è quasi obbligatorio per i marittimi avere gatti a bordo delle navi e questo ne comporta la diffusione nelle terre lontane di tutto il mondo per scambi, commerci ed eventi bellici. Il gatto domestico dunque nasce nel Vicino Oriente, cresce in un Egitto che lo adora e si moltiplica nel mondo, soggiogato dal suo fascino enigmatico e magnetico.

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