Migranti, Bono ringrazia l'Italia. Ma sul Guardian: "Moralista che ha stufato"

Migranti, Bono ringrazia l'Italia. Ma sul Guardian: Moralista che ha stufato
16 Luglio Lug 2017 16 luglio 2017

All'Olimpico di Roma il cantante degli U2 ringrazia l'Italia per quello che fa per i migranti. Ma il Guardian lo fa a pezzi: "Ha spostato la residenza fiscale nelle Antille"

"Grazie Italia, grazie Guardia costiera, avete salvato migliaia di vite". Mentre allo Stadio Olimpico di Roma risuonavano le note di Miss Sarajevo, riattualizzata in Miss Siria, Bono ha ringraziato l'Italia per quello che fa per i migranti. Ma dall'Inghilterra si muovono pensanti accuse al cantante degli U2. Tanto che qualcuno gli ricorda che, a dispetto delle sue prediche buoniste, "ha spostato la residenza fiscale nelle Antille".

Ieri sera Bono Vox ha reso omaggio all'Italia e ai suoi sforzi per accogliere tutti i disperati che partono dalle coste libiche. "Siete i migliori, in Europa siete i migliori - ha detto ieri sera all'Olimpico - grazie perché tenete fede ai vostri principi". E, mentre lo diceva, sul maxischermo alle sue spalle scorrevano le immagini del campo profughi di Zaatari, in Giordania, che ospita decine di migliaia di profughi siriani, il cui simbolo è Omaima, una ragazzina che dice: "Il mio sogno un giorno è di fare l'avvocato per difendere i diritti delle persone che vivono qui". Mentre lei parlava, le 60mila persone dell'Olimpico facevano girare per lo stadio un suo immenso ritratto in bianco e nero in quella che il cantante ha definito "la notte più bella di sempre".

Il buonismo di Bono non fa, però, più presa. In un articolo pubblicato qualche giorno fa il Guardian ha preso di mira proprio il suo moralismo di Bono Vox. L'immagine da "buon samaritano" del leader degli U2 si sarebbe, infatti, trasformata in una sorta di calamita di antipatia. "Tra uno show di beneficenza e l'altro - si legge sul quotidiano britannico - ha spostato la residenza fiscale nelle Antille, con buona pace delle sue battaglie terzomondiste". Non solo le sue prediche hanno stufato, ma i fan iniziano a rinfacciargli addirittura una fotografia con George W. Bush e i 43 milioni di euro guadagnati con l'investimento sulle azioni di Facebook realizzato, come ricorda Dagospia, "dal fondo di private equity 'Elevation partners' di cui è socio e confondatore". E, in un pamphlet pubblicato di recente, Harry Browne, libero docente alla School of Media del Dublin Institute of Technology, lo descrive così: "Un uomo avido di denaro che lecca il culo ai ricchi e ai potenti e porta i soldi nelle Antille francesi per ripararsi dal Fisco".

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