Salvini: "Restiamo in Europa ma da pari a pari"

Salvini: Restiamo in Europa ma da pari a pari
16 Luglio Lug 2017 6 giorni fa

Oggi il convegno programmatico della Lega. Salvini plaude ai sindaci in rivolta contro i migranti: "Al governo difenderemo confini". E sullo ius soli: "Pronti a bloccare il Senato"

"Io mi sento cittadino europeo: un conto è sentirsi parte di una comunità, un conto è la sovrastruttura europea con le sue regole astruse. Stare in Europa sì, ma da pari a pari, non con il cappello in mano". Parlando alla convegno programmatico "Facciamo squadra", Matteo Salvini chiarisce il piano della Lega Nord in vista delle elezioni politiche dell'anno prossimo. Dalle allenze nel centrodestra alla legge elettorale, fino alla lotta all'immigrazione clandestina. "Noi abbiamo un progetto chiaro in testa, non guardiamo il sondaggio di turno", ha affermato il leader del Carroccio ponendo agli alleati la condizione della "revisione totale del senso della permanenza in Europa" con la "revisione dei Trattati uno a uno".

L'emergenza immigrazione al centro. Da Piacenza Salvini manda ai sindaci in rivolta il proprio appoggio. "Fanno bene a opporsi all'arrivo dei migranti", dice senza mezzi termini promettendo che, quando la Lega Nord sarà al governo, "difenderà i confini". "C'è un allarme boom demografico in Africa che, se non viene affrontato, verremo travolti". E questo boom non solo potrebbe tradursi in ulteriori sbarchi verso le coste italiane ma impone uno stop alla legge sulla cittadinanza ai figli degli immigrati nati in Italia che Matteo Renzi sta cercando di approvare con la forza. "Sullo ius soli il Pd traballa - spiega del Carroccio - si rendono conto che è una legge lontanissima dalle esigenze del Paese". Salvini e i suoi si dicono pronti a bloccare il Senato. "E, se servisse, a raccogliere le firme, il giorno dopo l'approvazione, per abrogare la legge. Ma - continua - spero che Gentiloni abbia il buon senso che Renzi in questo momento non ha".

Per Salvini il convegno programmatico di Piacenza segna "un punto di partenza, non esaustivo ma ricco di contenuti". La mattinata di relazioni organizzata dalla Lega Nord si è conclusa proprio con un interventi teso a tracciare la road map per il voto dell'anno prossimo. "Non vado a caccia del futuro premier - assicura - chi governerà il Paese dovrà essere allenatore di ottima squadra. Non mi interessano Maradona, Marchionne, Draghi, Calenda o Donnarumma". "A me interessa la squadra - continua - io mi sento pronto, ci sentiamo pronti. Ma siamo disponibili a confrontarci con tutti?. Non occorre andare a cerca all'estero qualcuno che possa governare questo Paese".

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