Tassa Airbnb già nel caos Il portale Usa non pagherà

Tassa Airbnb già nel caos Il portale Usa non pagherà
16 Luglio Lug 2017 16 luglio 2017

Roma. La manovra correttiva comincia a mietere le prime «vittime». Domani, infatti, scade il termine per il versamento della ritenuta d'acconto o d'imposta del 21% che gli intermediari immobiliari e i portali online devono effettuare per gli affitti brevi di giugno.

Si tratta di un nuovo obbligo per le locazioni per periodi inferiori a 30 giorni tramite agenzie immobiliari, gestori o piattaforme Internet come Airbnb, HomeAway e simili. Non a caso l'imposta è stata ribattezzata «tassa Airbnb» per disincentivare l'omissione delle dichiarazioni e aumentare il gettito. La stima, infatti, è di 81,3 milioni di maggiori entrate per quest'anno e di 139,3 milioni per ciascuno dei due anni successivi.

L'incasso, però, potrebbe essere più magro delle previsioni. Airbnb e gli altri portali hanno fatto sapere che non procederanno ai versamenti in quanto la comunicazione definitiva dell'Agenzia delle Entrate è arrivata solo nei giorni scorsi e a giugno i portali non hanno provveduto a trattenere l'acconto dalle loro transazioni. Non intendendo sottostare a un esborso il cui recupero dai rispettivi soggetti di imposta non è certo, aspettare serenamente l'accertamento dell'agenzia delle Entrate. Per altro, queste società saranno obbligate da un successivo provvedimento a raccogliere dai proprietari dati anagrafici, durata e importo lordo dei contratti.

La situazione ha provocato polemiche. «Dal primo giugno abbiamo trattenuto gli importi richiesti dalle nuove misure e a breve li verseremo al fisco, ma gli altri?», ha commentato Stefano Bettanin di Property Managers Italia. «Rendere operativa una norma di questa portata, in solo tre giorni, è il segno di una politica che ha perso ogni contatto reale con cittadini e imprese», è sbottato Paolo Righi, presidente Fiaip (agenti immobiliari) sottolineando che un'intera categoria «sopporterà «costi superiori a 100 milioni per recuperarne forse 83 milioni». Le norme sono incerte, ma i tributi certissimi. Questa, purtroppo, è l'Italia.

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