A Calais rinascono le "giungle" e Macron finge di non vedere

A Calais rinascono le giungle e Macron finge di non vedere
17 Luglio Lug 2017 8 giorni fa

Dopo il grande sgombero dello scorso ottobre, nella regione di Calais spuntano molti insediamenti minori di migranti. Ma l'Eliseo sembra sordo e cieco

Puntuali come i mandarini a Natale, ecco che i migranti tornano a riaffacciarsi sulle sponde francesi della Manica. Nonostante gli sgomberi muscolari ordinati dall'ex presidente Francois Hollande, la "Giungla" di Calais non muore. Semplicemente si trasforma.

Com'era ampiamente prevedibile, dopo il grande sgombero dello scorso ottobre, le migliaia di profughi in attesa di passare clandestinamente in Inghilterra non hanno affatto abbandonato la sponda francese del Canale. Piuttosto, hanno dato vita a una serie di accampamenti più piccoli e realizzati in condizioni se possibile ancora peggiori.

Bidonvilles improvvisate senz'acqua né luce elettrica, dove uomini donne e bambini vivono nella promiscuità più totale. Come racconta l'inviato di Repubblica Pietro Del Re, i volontari di Auberge des migrants provano a prodigarsi per distribuire un pasto caldo agli sbandati ma spesso devono confrontarsi con l'opposizione delle forze dell'ordine. La sindaca Natacha Bouchard aveva perfino impedito di distribuire del cibo ai profughi e solo un'ordinanza del tribunale di Lille è riuscita a bloccare questo diktat. I poliziotti molto spesso sequestrano le tende degli stranieri e le distruggono a coltellate.

La situazione insomma è di totale anarchia, con il governo di Èdouard Philippe che rifiuta di costruire strutture di accoglienza e sembra titubante nell'affrontare la situazione. La linea, per ora, è quella dettata dal presidente Macron: distinzione netta fra migranti economici e rifugiati. Espulsione per i primi, asilo per i secondi. Distinguere, però, non è facile perché per separare gli uni dagli altri occorre una richiesta di protezione internazionale. Ma nessuno, fra gli abitanti della tante jungles minori, ha intenzione di farlo in Francia: tutti, infatti, hanno già la mente all'Inghilterra.

Tags

Commenti

Commenta anche tu