Curiosona, non hacker. Il giudice assolve Selvaggia Lucarelli

Curiosona, non hacker. Il giudice assolve Selvaggia Lucarelli
17 Luglio Lug 2017 5 giorni fa

Assolti anche la giornalista Guia Soncini e il blogger Luca Neri. Erano penetrati nelle caselle mail di numerosi vip per carpire i loro segreti

Baci e abbracci tra imputati e avvocati, il clima di euforia che accompagna giustamente le assoluzioni, sopratttutto quando l'esito non era affatto scontato. Questa mattina Selvaggia Lucarelli, blogger e firma di punta del Fatto Quotidiano, la giornalista Guia Soncini e il blogger Luca Neri, alias Macchianera, vengono assolti con formula piena dalle accuse che la Procura di Milano muoveva contro di loro e per cui chiedeva la loro condanna, ritenendoli colpevoli di essere penetrati nelle caselle mail di numerosi vip per carpire i loro segreti, destinati ad alimentare articoli di gossip. Tra gli episodi più importanti, la acquisizione delle foto della festa di compleanno di Elisabetta Canalis nel 2010, nella villa a Laglio di George Clooney.

Uno solo dei capi d'accusa, che riguardava unicamente Neri e la Soncini, è stato ritenuto insussistente dal giudice. Per tutti gli altri, la sentenza stabilisce che i tre imputati non possono essere condannati perché il reato non è quello di accesso abusivo a sistemi infirmatici, contestato dalla Procura, ma divulgazione abusiva di corrispondenza. E per questo reato non può essere pronunciata condanna, visto che manca la querela dei diretti interessati. . È possibile che nel caso Clooney sia stata considerata verosimile la tesi difensiva degli imputati, secondo cui le foto non provenivano da incursioni informatiche o hackeraggi, ma erano state consegnate deliberatamente da una delle partecipanti alla festa sul lago di Como.

Andrà letta la motivazione della sentenza pronunciata dal giudice Stefano Corbetta per capire come esattamente stanno le cose. Di fatto, la sentenza allarga i limiti del diritto di cronaca, e costituisce una buona notizia non solo per i tre imputati ma per tutti i giornalisti, che si alimentino di gossip o di vicende più cupe.

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