Da Sottsass a Goldin: i "viaggi" della Triennale tra design e fotografia

Da Sottsass a Goldin: i viaggi della Triennale tra design e fotografia
17 Luglio Lug 2017 17 luglio 2017

L'agenda del museo al Sempione: a settembre una monografica dedicata al noto architetto

La Triennale celebra Sottsass. L'occasione è di quelle che lo richiedono: è il centenario della nascita, avvenuta a Innsbruck, e il decennale della morte del noto designer. Sulla carta ci sono tutti gli elementi per definirla una mostra unica nel suo genere: Ettore Sottsass, tra i creativi che hanno segnato il Novecento, quattro volte compasso d'oro, una infinità di idee che spaziano dal design industriale alla fotografia passando per l'architettura (e architetto lui si riteneva), sarà raccontato in un monografica curata dalla compagna Barbara Radice, con allestimenti di Michele De Lucchi e Christoph Radl.

«There in a planet» (15 settembre-11 marzo) il titolo di questo viaggio nell'universo di Sottsass, recuperato da un volume che il maestro non fece in tempo a realizzare negli anni '90 e che ora Electa editerà: in mostra fotografie e suggestioni di architetture, case, porte e persone che hanno stimolato il designer. Occuperà il Triennale Design Museo che si dimostra dati alla mano l'ossatura portante della Triennale: nella scorsa stagione, infatti, sono stati quasi 170mila i visitatori su un totale di 740mila per tutta la programmazione delle mostre (comprese quelle in varie sedi esterne realizzate nella Settimana del Mobile: dalla Villa di Monza al Mudec all'Hangar). È stato un anno impegnativo e denso, che ha conciso anche con la prematura morte del presidente Carlo De Albertis, avvenuta lo scorso dicembre: da allora, è Clarice Pecori Giraldi, già vicepresidente e da tempo in Triennale, a tenere insieme le diverse anime dell'istituzione, in attesa che il prossimo inverno il cda e le cariche di vertice, come da statuto, vengano rinnovate. Nell'attesa di capire chi prenderà il timone della Triennale, l'agenda è stata già punteggiata di appuntamenti: in ottobre ci sarà la personale di Grazia Varisco, che presenterà una serie di quadri comunicanti quasi in contemporanea a una divertente mostra su un oggetto apparentemente banale come le «Mollette di bucato», presentato nelle diverse forme e funzioni nei secoli. Di architettura parla «Il Bel Paese» (27 settembre-26 novembre) per riflettere sulla varietà dei centri storici della nostra penisola, tra luci e qualche ombra. La Triennale continuerà a discutere di temi sociali: «La terra inquieta», la grande (per numero di opere e profondità critica) mostra curata da Massimiliano Gioni, ancora in corso, ha superato i 18mila visitatori e avrà una continuazione ideale nel novembre del 2017 con l'installazione «Black Light» di Michel Comte, che rifletterà sul riscaldamento globale.

A dicembre invece di quest'anno, dopo l'esposizione degli abiti di Marras (26mila visitatori), spazio a un altro talento della moda: Rick Owens (titolo: «Subhuman Inhuman Superhuman»), i cui capi iconici saranno presentati in un allestimento suggestivo. Bisognerà aspettare il 2018 per una grossa mostra sui modi dell'abitare contemporaneo la curerà Stefano Mirti, titolo «999 Una collezione di domande sull'abitare contemporaneo» ci sarà spazio per la fotografia con l'irriverente Nan Goldin, statunitense che ha cominciato a lavorare nella scena underground newyorchese e ora è acclamata nei musei. Presenta «The Ballad of Sexual Dependency», un diario tra foto e musica punk. Sulle performance, sui talenti stravaganti e sugli spettacoli di ricerca punta anche il Teatro Dell'Arte, la cui stagione è curata da Umberto Angelini.

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