Italia, record di giovani che non hanno né cercano più il lavoro

Italia, record di giovani che non hanno né cercano più il lavoro
17 Luglio Lug 2017 17 luglio 2017

Nonostante le vanterie di Matteo Renzi, il nostro Paese schizza in testa alle classifiche europee per i Paesi col maggior numero di giovani che non hanno né cercano lavoro

Sfiducia: sembra questo il sentimento prevalente fra i giovani italiani senza lavoro, secondo i dati appena pubblicati dalla Commissione Europea.

Dai dati del rapporto annuale sull'occupazione e gli sviluppi sociali nel territorio dei Ventotto emerge che il nostro è il Paese con la più alta percentuale di giovani fra i 15 e i 24 anni che non solo non hanno lavoro ma che nemmeno lo cercano più. I cosiddetti Neet, che rappresentano il 19.9% del totale. Una cifra inquietante, se si considera che la media Ue è dell'11,5%.

I giovani italiani devono confrontarsi con un mercato del lavoro fra i più ostici del Vecchio Continente, se si considera che la disoccupazione giovanile, attestata al 37,8% è sì in calo rispetto al 40,8% del 2015 ma resta comunque la terza più alta dell'Ue dopo la Spagna (44,4%) e la Grecia (47.3%). Nel Belpaese, gli under 30 guadagnano in media meno del 60% dello stipendio percepito da un lavoratore ultrasessantenne e nel 15% dei casi è costretto a lavorare con contratti atipici. Non sorprende, quindi, che nel Belpaese l'età media in cui si esce di casa per metter su famiglia si attesti fra i 31 e i 32 anni, quando la media europea è di 26 anni.

Povertà assoluta in aumento

Colpisce, invece, scoprire la percentuale di popolazione considerata in condizione di povertà estrema: l'11,9% del totale. Un dato, quest'ultimo che dal 2015 al 2016 è aumentato, facendo dell'Italia l'unico Paese, insieme all'Estonia e alla Romania, in cui questo indicatore è cresciuto nel periodo di tempo preso in esame. Si tratta di numeri che, almeno parzialmente, confermano quelli diffusi dall'Istat la scorsa settimana: almeno 5 milioni di persone vivono in povertà assoluta, con un drammatico aumento nella percentuale dei bambini poveri. Che sono ormai il 12,5% del totale.

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