La Raggi ignorata anche a casa sua. A Roma un megahub per gli immigrati

La Raggi ignorata anche a casa sua. A Roma un megahub per gli immigrati
17 Luglio Lug 2017 17 luglio 2017

Ospiterà fino a 1.500 persone, dove non si sa. I costi stimati in 5-7 milioni

Alea iacta est, anche la Capitale avrà il suo hub: ossia il centro di prima accoglienza, stazionamento e smistamento per gli immigrati che saranno dirottati tra Roma e hinterland. L'avviso formale per avviare le procedure di realizzazione e di assegnazione dei servizi aggiuntivi è in bella mostra sull'home page della prefettura. Altro che «cabina di regia per la gestione dei migranti» come aveva chiesto, con tanto di moratoria sugli arrivi, la sindaca Raggi al ministro dell'Interno Marco Minniti. Macché. La richiesta della prima cittadina è stata pienamente trascurata anche perché proprio in quell'occasione, era il 26 giugno scorso, la prefettura di Roma aveva risposto con le ultime rilevazioni sulla ripartizione dei migranti: tra le 5.581 presenze nei centri di accoglienza compreso il Cara di Castelnuovo di Porto e di altre 3.028 negli alloggi dello Sprar (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati) si otteneva un totale di 8.609 persone quando invece la quota massima era stabilita in 11mila migranti. Vale a dire che, a oggi, ne mancherebbero all'appello altri 2.400.

Ma si fa presto ad accontentare la burocrazia. Basta cercare «un'area attrezzata con funzione di hub per la primissima accoglienza di cittadini stranieri richiedenti asilo» come scrive l'Ufficio territoriale del governo dando ampio spazio alla scelta dell'area dove attivare il megacentro. Tra città e provincia ogni luogo è buono. L'impegno di spesa messo in campo per ogni immigrato che verrà ospitato è pressoché il solito: 32,60 euro (più Iva ovviamente) al giorno. E calcolando che un hub a regime raccoglie tra le mille e le 1.500 persone e contando che l'appalto da affidare è fissato, al momento, per 5 mesi viene fuori a spanne una cifra netta minima tra i 5 e i 7 milioni e mezzo di euro. Ma qui stiamo solo al preventivo perché ci saranno da aggiungere le spese sanitarie, i servizi di interpretariato sociale, di mediazione culturale, le spese per l'inclusione e i progetti di integrazioni e non ultimo, le spese di trasporto.

Già, ma la prefettura ha pensato anche a questo: ha indetto infatti un bando ad hoc per «affidare il trasporto, con l'impiego di autobus, dei migranti dai posti di frontiera ai centri di accoglienza». Certo che per posti di frontiera, in particolare, si considerano i porti che sovrintendono all'Ufficio territoriale di Roma: Anzio, Fiumicino e Civitavecchia. Quanto invece alle specifiche mancano ancora i dettagli. Certezze però arrivano dal conteggio delle poste messe a disposizione dal Comune di Roma per gli immigrati ospitati: fino a oggi e per tutto il 2017 la cifra si aggira sui 30 milioni di euro. Il Campidoglio spende per la prima accoglienza dei cosiddetti richiedenti asilo un budget di 18,5 milioni di euro tra proroghe e servizi in corso cui sommare altri 700mila euro per l'accoglienza diffusa. Altri 6 milioni vengono destinati a progetti di integrazione per i minori non accompagnati.

Tra gli impegni non mancano quelli destinati al riordino burocratico delle scartoffie. Il servizio di rendicontazione dei richiedenti asilo, il Campidoglio, invece di affidarlo alla fondazione Cittalia, già retribuita circa 18 milioni di euro dal ministero dell'Interno, se lo svolge da solo. Onere 500mila euro. Invece lo sportello unico dell'accoglienza costerà d'ora in poi al Comune di Roma 1,6 milioni di euro. Quanto alle spese del passato si sa poco e niente visto che è stato affidato 11 anni fa in via del tutto sperimentale, come asserito dai documenti, alla cooperativa Progetto Integra che peraltro risiede ancora negli stessi locali del Comune e che gestisce anche l'albo dei mediatori culturali.

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