Colloquio di lavoro: ecco i colori da scegliere e da evitare

Colloquio di lavoro: ecco i colori da scegliere e da evitare
24 Luglio Lug 2017 24 luglio 2017

Ciascun colore ha un proprio significato e in un colloquio di lavoro può influire sulla prima impressione del selezionatore. Se con il nero e il blu si va sul sicuro, ecco quali sono i colori da evitare

Per molti la prima impressione è quella che conta: soprattutto durante un colloquio di lavoro è quindi importante presentarsi al meglio per avere maggiori possibilità di essere selezionati. Lo stile da utilizzare, i capi che si indossano e i colori che si scelgono di abbinare raccontano molto della propria personalità, più di quanto si potrebbe immaginare: ecco allora i colori da scegliere e quelli da evitare per conquistare con successo la fiducia del selezionatore di turno e più in generale dell’interlocutore con cui si ha a che fare per fini professionali.

Secondo i responsabili delle Risorse Umane, i colori più indicati per un colloquio di lavoro sarebbero il nero, il blu, il grigio, considerati classici e tradizionali. Il nero è la scelta più scontata ma anche la più efficace; il detto “il nero sta su tutto” è vero e vale in tutte le sfere, compresa quella professionale: se indossato bene, può infatti comunicare eleganza, esclusività, finezza, sobrietà e persino una buona dose di leadership. Non è infatti un caso che molti degli imprenditori e dei cosiddetti guru appaiano in total black nelle occasioni di rito. Il nero, dicono gli esperti, fa sì che la persona venga presa seriamente, con la giusta attenzione.

Anche il blu, in particolare quello navy, si rivela un’ottima scelta perché trasmette fiducia e ispira confidenza. Solitamente, lo indossano i team player, ovvero i candidati che prediligono gli aspetti relazionali e che in qualsiasi contesto sono abituati a fare gioco di squadra per raggiungere meglio gli obiettivi aziendali. Occhio invece al grigio, che al contrario viene percepito come proprio delle persone individualiste, dotate di capacità logiche e analitiche ma meno ferrate sul piano umano delle relazioni. Quanto al bianco, può comunicare la precisione e il senso di organizzazione del candidato, ma a volte viene percepito come noioso e tipico di chi nutre poca confidenza in se stesso.

Negli ambienti professionali tipici delle aziende o delle multinazionali non sono invece viste di buon occhio le tonalità troppo accese come l’arancio, che a livello psicologico denota una certa creatività nel candidato ed è quindi più indicato per contesti meno seriosi e formali come possono essere per esempio le agenzie o le startup. Di riflesso i colori vivaci mettono in allerta il selezionatore e rischiano di essere percepiti negativamente perché appunto troppo accessi: per questo motivo, gli esperti suggeriscono di evitarli al primo incontro sfoderandoli piuttosto agli eventi ufficiali e durante i party aziendali dove deve prevalere l'empatia. Infine, il rosso è consigliato solo se si riveste una posizione di prestigio per grado o seniority oppure se si intende impressionare il proprio interlocutore, comunicando forza, passione e potere. Il rischio è di distrarlo o di indisporlo, quindi attenzione.

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