Cambia il capo, non il metodo Il Fisco farà sempre lo spione

Cambia il capo, non il metodo Il Fisco farà sempre lo spione
3 Agosto Ago 2017 20 giorni fa

Le nuove regole per l'Agenzia prevedono di recuperare 15,7 miliardi di entrate. Con sistemi da Grande fratello

«La mia speranza è che il fisco faccia pace con i cittadini, vorrei che quando arriva una nostra lettera a nessuno venisse un colpo». Il neo direttore dell'agenzia delle Entrate, Ernesto Maria Ruffini, mercoledì scorso si è presentato così in un incontro con Confcommercio perché il suo obiettivo è avviare una fase nuova dei rapporti fra Stato e contribuenti, mettendo da parte il passato «vampiresco».

Eppure la musica non è cambiata. La nuova convenzione fra Dipartimento delle Finanze e Agenzia delle Entrate, secondo quanto riferisce il Sole 24 Ore, si pone target ambiziosi di incasso la cui realizzazione non può prescindere da un rapporto «stringente» con i debitori del fisco. Dalla lotta all'evasione quest'anno devono infatti giungere 15,7 miliardi di euro. Il ministero dell'Economia ha ricompreso nell'obiettivo anche le entrate da sanatorie fiscali. Anche l'anno scorso si fece lo stesso con gli oltre 4 miliardi incassati dalla voluntary che portarono il gettito recuperato a quota 19 miliardi.

Il dato di quest'anno, in apparenza, dovrebbe presupporre un minor atteggiamento vessatorio nei confronti dei cittadini se si pensa che le tre sanatorie in corso (voluntary bis, rottamazione delle cartelle e la new entry rottamazione delle liti) dovrebbero portare alle casse dello Stato circa 9 miliardi fino a settembre 2018. Si tratta, però, di una stima. La seconda edizione della collaborazione volontaria sugli asset esteri e sul contante domestico non dichiarati sta andando malissimo con sole 7mila istanze presentate che rendono difficile pensare che si possa giungere a quota 400 milioni. Benissimo invece la definizione agevolata dei ruoli da cui potrebbero arrivare oltre 8 miliardi, mentre quella delle liti è appena partita. La rateazione sprint della rottamazione delle cartelle costituisce un punto interrogativo: gli aderenti potrebbero non essere in grado di estinguere la pendenza in poco tempo.

E qui entra in gioco il Grande Fratello. Il nuovo corso punterà sempre più sull'adeguamento spontaneo. Se il contribuente, di cui si conosce quasi tutto, aumenta l'autoliquidazione no problem, altrimenti potrebbero essere guai. Su questo si basano i nuovi indicatori sintetici di affidabilità che prenderanno il posto degli studi di settore. «Ci sembra a dir poco illusorio pensare che il rapporto fisco - contribuente possa cambiare se la convenzione prevede un obiettivo del 94% in termini di controlli con esito positivo e un obiettivo del 66% in termini di vittorie in contenzioso», ha commentato l'ex viceministro e leader di Sc, Enrico Zanetti, in quanto «significa dire agli uffici: ogni volta che fate un controllo, guai a voi se non trovate qualcosa anche a costo di inventarlo, tanto poi in contenzioso vi consento di avere torto una volta su tre e vi dico bravi lo stesso».

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