Licata, sfiduciato il sindaco anti-abusi edilizi Angelo Cambiano

Licata, sfiduciato il sindaco anti-abusi edilizi Angelo Cambiano
10 Agosto Ago 2017 10 agosto 2017

Il primo cittadino di Licata è stato rimosso con 21 voti a favore, uno in più di quelli necessari. Determinanti i consiglieri del partito di Alfano

Si batteva da tempo contro gli abusi edilizi che avevano rovinato le coste della sua Licata, deliziosa località siciliana appoggiata sul Mar Mediterraneo. Ma una parte della maggioranza che lo sosteneva lo ha tradito e il consiglio comunale gli ha votato la sfiducia costringendolo alle dimissioni. Angelo Cambiano, sindaco di Licata noto per le sue battaglie contro ogni forma di abusivismo, è stato sfiduciato da parte della sua maggioranza e dalle opposizioni al termine di una seduta fiume in consiglio comunale. Decisivo il voto a favore dei consiglieri alfaniani.

"Le abitazioni irregolari vanno demolite, sia le case popolari sia le ville". Non voleva saperne Angelo Cambiano, il sindaco della rinascita di Licata testardo nella sua idea di imporre in paese il concetto di legalità. Dopo mesi di minacce e intimidazioni, infatti, il primo cittadino della piccola località dell'agrigentino è stato sfiduciato in consiglio comunale.

"La motivazione di sfiducia è basata sul nulla. Nessuna delle accuse che vengono fatte a questa amministrazione comunale risultano vere, perciò penso che alla base ci sia la voglia di ripicca, forse di vendetta, nei confronti di un esecutivo che in questi due anni ha dimostrato, ottenendo per esempio finanziamenti per opere pubbliche per oltre 52 milioni di euro, di cosa è capace", le parole dell'ormai ex sindaco, che ha pagato caro il pugno di ferro opposto in questi anni alle varie forme di illegalità che spadroneggiavano nella cittadina.

Il voto di sfiducia è arrivato nella tarda serata di ieri in un'aula comunale affollata e infuocata. La mozione è stata approvata con 21 sì e 8 no, dopo quasi quattro ore di consiglio comunale. Nell'intervento a sua difesa, Cambiano ha chiesto ad alcuni consiglieri in aula se abbiano interessi o se siano coinvolti in questioni di abusivismo edilizio, ma il presidente del consiglio comunale lo ha stoppato immediatamente affermando che la questione non era "all'ordine del giorno".

Eppure, è proprio l'impegno anti-abusivismo che rappresenta il vero motivo alla base della sfiducia. Soltanto nell'ultimo anno, infatti, Cambiano aveva fatto abbattere (come previsto dalla legge) 67 case abusive. Un'ostinazione che gli è costata non soltanto qualche inquietante avvertimento, ma anche un pugno in faccia rimediato un anno fa.

Cambiano paga così il suo sforzo di ripristinare la legalità sulla meravigliosa costa licatese, deturpata negli scorsi decenni da decine e decine di abitazioni abusive realizzate nella fascia entro i 150 metri del litorale della cittadina. Dopo soli due anni, Cambiano torna a fare l'insegnante di matematica. Mentre a Licata arriverà il terzo commissario in pochi anni.

Sulla sua pagina Facebook, il diretto interessato ha salutato così i suoi concittadini: "Io e la mia amministrazione ci abbiamo messo impegno, dedizione e passione. Ma quanto accaduto oggi dimostra che la politica delle "promesse" e dei tornacontismi alla fine resta sempre in piedi".

Solidarietà trasversale del mondo politico. "Cacciato a Licata il sindaco che si è battuto per la legalità, contro l'abusivismo edilizio. Sfiduciato in Consiglio comunale anche con i voti degli uomini di Alfano. Per loro, legalità a giorni alterni. Noi stiamo con Cambiano", ha dichiarato il deputato Alessandro Pagano della Lega-Noi con Salvini, mentre il deputato nazionale del Pd Giuseppe Berretta ha ribdito la fiducia dei democratici nei confronti di Cambiano, pur sottolineando di contestare alcune scelte gestionali dell'amministrazione.

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