Un'auto sulla folla scontri e un morto Finisce nel sangue il corteo dell'ultradestra

13 Agosto Ago 2017 6 giorni fa

Scoppia il caos alla manifestazione dei suprematisti bianchi contro la rimozione della statua del generale Lee. Trump: «Stop alle violenze»

New York Finisce in tragedia il corteo dei suprematisti bianchi che hanno invaso la piccola e tranquilla città di Charlottesville, in Virginia, da venerdì sera. Dopo che le opposte fazioni si sono date per ore battaglia inscenando una vera e propria guerriglia urbana, un'auto è piombata sulla folla degli oppositori causando un morto e 19 feriti, e riportando subito alla mente gli attimi drammatici degli attentati terroristici avvenuti in Europa.

«Andate tutti a casa», ha avvertito su Twitter il sindaco Michael Signer confermando che una persona è deceduta. Immediata la reazione del presidente americano Donald Trump, che sul sito di microblogging ha scritto: «Non c'è posto per questo tipo di violenza in America», chiedendo a tutti di «unirsi e condannare l'odio». Anche la first lady Melania è intervenuta, sottolineando che «il nostro Paese incoraggia la libertà di espressione. Parliamo, ma senza odio. Niente di buono arriva dalla violenza». Mentre lo speaker della Camera, Paul Ryan, ha definito lo spettacolo di Charlottesville «ripugnante». «Rendiamolo un'occasione per unire gli americani contro l'intolleranza», ha precisato.

La marcia «United The Right», la destra unita, è stata organizzata dai nazionalisti bianchi per protestare contro la rimozione della statua del generale Robert Lee, uno degli eroi dell'America sudista, protagonista della Guerra di Secessione. Un appuntamento che ha seguito quello di venerdì notte nel campus dell'University of Virginia e dove gli agenti in assetto anti-sommossa sono intervenuti anche con il lancio di lacrimogeni. La mattinata si è aperta, ancor prima dell'inizio della manifestazione, con violenti scontri tra i gruppi dell'ultradestra - tra cui c'erano anche membri del Ku Klux Klan e neonazisti, al grido di «Heil Hitler» e gli «ebrei non ci sostituiranno» - e gli oppositori. In poco tempo la situazione è degenerata, tanto che a causa delle tensioni la polizia ha dichiarato l'evento «"fuorilegge», ordinando ai partecipanti di disperdersi, mentre il governatore Terry McAuliffe ha messo in allerta la Guardia Nazionale ha proclamato lo stato di emergenza. «Sono disgustato dall'odio, dal fanatismo e dalla violenza che queste persone hanno portato nel nostro stato nelle ultime 24 ore», ha detto. Mentre l'ex leader del Ku Klux Klan, David Duke, ha assicurato che i nazionalisti si riuniranno in una futura dimostrazione, chiamando l'evento di sabato «il primo passo per riprendersi l'America».

Nonostante la decisione di annullare la manifestazione, i tafferugli sono proseguiti nel corso della giornata, culminando nel caos quando un'auto è piombata contro la folla degli oppositori dei suprematisti travolgendo almeno nove persone. Lo scontro, che secondo le prime ricostruzioni dei testimoni sarebbe «stato intenzionale», ha coinvolto tre vetture nel mezzo del centro pedonale, creando il panico tra i presenti. Gli incidenti a Charlottesville sono gli ultimi di una lunga serie negli Stati Uniti, tutti legati alla rimozione di statue e simboli dei confederati della Guerra di Secessione. Ma in questo caso tra gli osservatori ci sono anche dubbi sulla gestione da parte delle forze dell'ordine, dal momento che le diverse fazioni sono venute ripetutamente a contatto, provocando pericolosi incidenti che si sarebbero potuti evitare semplicemente creando dei cordoni per impedirne il contatto. Sarà questo sicuramente un elemento di polemiche e di accuse di strumentalizzazione della manifestazione dall'una e dall'altra parte.

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