Sesso: quanto se ne fa per fasce d'età?

Sesso: quanto se ne fa per fasce d'età?
22 Agosto Ago 2017 22 agosto 2017

Una nuova ricerca svela quanto sesso viene fatto per fasce d'età: non conta solo l'invecchiamento, tuttavia, ma anche l'autostima e l'attitudine mentale all'erotismo

La propensione al sesso e all'erotismo muta nel corso dell'esistenza, non solo in termini di frequenza ma soprattutto di emozioni suscitate e soddisfazione. Lo spiega una recente ricerca, condotta dal Kinsey Institute dell'Università dell'Indiana, nell'analizzare le abitudini sessuali di diverse fasce d'età. E nonostante i ritmi siano inclini a rallentare nel corso della vita, la relazione con l'appagamento sembra invece essere inversamente proporzionale: non contano solo l'invecchiamento e la resistenza fisica, in altre parole, per raggiungere un'intimità più che appagante.

I ricercatori hanno studiato le abitiduni e la frequenza sessuale di 1.170 individui statunitensi, somministrando ai partecipanti diversi questionari nell'arco di dieci anni. Da questa prima rilevazione, è emerso uno schema abbastanza affidabile sulla distribuzione del sesso a seconda dell'età:

18-29: sesso due volte alla settimana, circa 112 ripetizioni l'anno;​30-39: almeno 1.6 volte alla settimana, pari a 86 l'anno;40-49: meno di 1.3 volte alla settimana, 69 l'anno;over 50: da 1 a nessun incontro settimanale.

Naturalmente, così come gli stessi ricercatori sottolineano, le cifre in questione rappresentano solo una media: analizzati i singoli casi, si rilevano giovani completamente a digiuno di incontri erotici e coppie della terza età, invece, particolarmente attive in camera da letto. Non sono solo le condizioni fisiche e di salute, tuttavia, a giocare un ruolo fondamentale nella frequenza erotica: sebbene invecchiando siano più probabili patologie limitanti, quali disturbi della funzionalità erettile o problematiche cardiache, sembra influire maggiormente l'autostima e l'attitudine personale alla vita. "Coloro che si sentono vecchi e dimostrano maggiori attitudini negative nei confronti dell'invecchiamento - spiega Justin Lehmiller, ricercatore a base dello studio - sono più inclini a percepire i maggiori declini nella qualità della loro vita intima". Gli esperti hanno quindi suggerito un nuovo approccio nell'analisi delle problematiche sessuali connesse all'età, un approccio che non si limiti unicamente ai disturbi di origine fisica, molti dei quali inevitabili e con tendenza alla cronicizzazione, ma veda anche il cervello come "il principale organo sessuale". Ancora, andrebbe incentivata anche una maggiore sensibilizzazione alla salute sessuale, poiché i dati svelano come, ancora oggi, molti rinuncino ad affidarsi a medici ed esperti per paura, diffidenza e vergogna.

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