Il "suono" della fabbrica? Ispira il violino di Accardo

Il suono della fabbrica? Ispira il violino di Accardo
8 Settembre Set 2017 08 settembre 2017

Fiore e Accardo sono stati molte ora in fabbrica, hanno girato, guardato le macchine, si sono fatti spiegare i processi di produzione, hanno parlato con gli ingegneri e gli operai e ne hanno tratto ispirazione

Le più moderne tecnologie, un sistema robotizzato per la produzione di circa 4 milioni di pneumatici l'anno, un nuovo sistema per la produzione delle mescole: la vita di un grande stabilimento e la voce delle macchine, ritrovati durante una visita allo stabilimento Pirelli di Settimo Torinese - la fabbrica bella, hi-tech, sicura, luminosa, ambientalmente e socialmente sostenibile, dove Renzo Piano ha progettato una struttura trasparente di ricerca e servizi - sono stati di stimolo al compositore Francesco Fiore per creare un brano per il violino di Salvatore Accardo. Fiore e Accardo sono stati molte ora in fabbrica, hanno girato, guardato le macchine, si sono fatti spiegare i processi di produzione, hanno parlato con gli ingegneri e gli operai e ne hanno tratto ispirazione: la «fabbrica dei ciliegi», dove si producono le gomme per la Formula 1, chiamata in questo modo proprio perché circondata da milleduecento alberi di ciliegio giapponese, ha così dato vita a Il canto della fabbrica, un lavoro costruito su una cellula primigenia che a poco a poco si trasforma, così come accade alla materia in una fabbrica.
MiTo ha ospitato ieri sera la prima esecuzione mondiale assoluta de Il canto della fabbrica di Fiore al Teatro Studio Melato di Milano e questa sera si replica proprio al Polo Industriale Pirelli di Settimo - grazie alla collaborazione tra il Maestro Accardo, Fiore e la Fondazione Pirelli - nel cuore dello stabilimento produttivo: il reparto confezione degli pneumatici. L'operazione mira a riportare in scena i ritmi, i cambiamenti e la crescita dell'industria per dare un senso culturale alle mutazioni che la fabbrica ha attraversato con il nuovo millennio, sulla scia di esempi di composizione ed esecuzione che nel Novecento non si sono risparmiati: dall'Oro del Reno di Wagner alla Fabbrica illuminata di Luigi Nono, che a metà degli anni Sessanta dava voce musicale alle proteste operaie.
Sia nell'occasione milanese sia in quella di Settimo Torinese, il programma delle due serate prevede, oltre al Canto della fabbrica, il Concerto in re minore per due violini, archi e basso continuo BWV 1043 di Johann Sebastian Bach e la Serenata per archi in do maggiore op. 48 di ajkovskij, eseguiti, insieme ad Accardo che la dirige e l'ha fondata, dall'Orchestra da Camera Italiana, con al violino anche Laura Gorna.

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