Assessori-manager per le città

12 Settembre Set 2017 12 settembre 2017

Di norma l'assessore delegato dal sindaco ad amministrare un determinato settore dispone delle competenze personali necessarie a svolgere il compito con profitto? La risposta è negativa. Per la semplice ragione che nella gran parte dei casi i criteri di assegnazione rispondono a ragioni dettate dalla politica.

L'assenza di un percorso conoscitivo adeguato ne inficia all'origine l'autorevolezza in modo particolare nel suo sovraintendere all'insieme degli uffici che compongono l'assessorato. Veri e propri centri di controllo in mano a burocrati spesso scaltri. Tuttavia, il problema di fondo non riguarda solo la competenza specifica. Per amministrare con criterio specie la cosa pubblica necessita una preparazione di tipo manageriale. La crisi continua nella quale si dibattono i Comuni affonda in questa mancata consapevolezza. Gli ultimi dati forniti dal Tesoro confermano l'emergenza: i Comuni hanno debiti per 50 miliardi, le Regioni per 64. Malagestione per diffusa incompetenza. Un'amministrazione intraprende un cammino virtuoso solo in presenza di assessori manager, forti sulla materia, abili nella relazione, decisi nel prendere per le corna la burocrazia. Il cittadino non chiede altro che la sua città venga governata da professionisti all'altezza. Che sappiano far tornare i conti assicurando i servizi migliori alla collettività. Una giunta comunale non deve occuparsi dei massimi sistemi: la buona politica comunale è quella che riconosce i propri limiti nella gestione specifica e che sceglie gli assessori manager in base al curriculum e alle esperienza maturate non solo in ambito accademico ma principalmente in contesti aziendali. La politica, anziché invadere tutto, incominci a studiare come sono amministrate molte capitali estere. Che differenza fa se un assessore è di destra o di sinistra: l'importante è che, nel settore di sua competenza, amministri bene.

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