Il sindaco ci ripensa: referendum sui Navigli insieme alle Regionali

Il sindaco ci ripensa: referendum sui Navigli insieme alle Regionali
14 Settembre Set 2017 5 giorni fa

La linea di Sala al vertice di maggioranza. Forza Italia: "Spieghi i disagi e dove prende i fondi"

Contrordine, il referendum sulla riapertura dei Navigli si può fare. Anzi, a meno di un'ennesima giravolta del sindaco, si farà con le elezioni regionali in primavera. E potrebbe diventare un mega election day se il voto per il governatore verrà accorpato alle Politiche. Presentando a luglio il progetto di riapertura dei canali in due step - nella prima fase, solo 5 tratti, sconnessi tra loro, in via Melchiorre Gioia, Conca dell'Incoronata-San Marco, Sforza/Policlinico, piazza Vetra e Conca di Viarenna, per un costo stimato di 150 milioni - Beppe Sala aveva allontanato l'ipotesi della consultazione virando piuttosto sulla formula del debàt public, una grande assemblea pubblica. Motivo? Accorciare i tempi e limitare i disagi: l'ultimo tratto coincide con gli scavi della M4 e il Comune vuole realizzare la vasca senza scavare una seconda volta.

Ma ieri al vertice convocato prima delle 9 a Palazzo Marino con i capigruppo di maggioranza, gli assessori alla Trasparenza Lorenzo Lipparini e alla Mobilità Marco Granelli e il presidente del consiglio Lamberto Bertolè ha sostenuto che il referendum si può fare, anche Granelli ha garantito che l'area della M4 in piazza Vetra sarà coperta per ultima, uno slittamento di pochi mesi in giunta per il progetto Navigli non comprometterebbe i lavori in parallelo. E il voto con le Regionali, ha sottolineato Sala, eviterebbe lo spreco di fondi. Presenterà il piano e le due proposte all'aula giovedì prossimo o al più tardi il 25 e passerà la palla al consiglio, ma la sua preferenza è chiara. E la maggioranza è pronta ad allinearsi. Il capogruppo Pd Filippo Barberis sottolinea che «la possibilità di accorpare le date permette di abbattere tempi e costi e non compromette di sovrapporsi ai cantieri M4. Questi due fattori rendono più sostenibile la scelta del referendum». L'opposizione fa notare che una consultazione c'è già stata nel 2011, ha vinto il sì. Anche in Regione è passato un ordine del giorno di Lega e lista Maroni per la riapertura. «Chiedere ai milanesi di ribadire il consenso su un progetto più puntuale rispetto a 6 anni fa - ribatte Barberis - e spiegando impatto tecnico ed economico è positivo». Il Comune sta sondando la disponibilità di fondi Ue e regionali per l'opera, e potrebbe accendere nuovi mutui «senza impatto su spesa corrente e servizi» rimarca Anita Pirovano (Insieme x Milano) mentre Elisabetta Strada spiega che l'eventuale quesito «non esclude assemblee e dibattiti».

Critica l'opposizione. Il capogruppo Fi Gianluca Comazzi sostiene che «coinvolgere i cittadini è importante ma un referendum qui c'è già stato. Piuttosto la maggioranza spieghi se i soldi verranno presi dai milanesi, che impatto avranno i cantieri sulla città già provata dai lavori, o riaprire i Navigli resta un'ipotesi suggestiva ma irrealizzabile». E l'azzurro Fabrizio De Pasquale annuncia «un comitato per illustrare il no a questa follia, a canali larghi 5 metri non navigabili, totalmente diversi dai vecchi Navigli, e no alla paralisi del traffico». Per il 5 Stelle Simone Sollazzo «prima di sognare Sala dovrebbe concentrarsi sulle priorità».

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