Salasso casa, l'Ocse "condanna" l'Italia

Salasso casa, l'Ocse condanna l'Italia
14 Settembre Set 2017 14 settembre 2017

L'organizzazione si accorge della stangata fiscale: «Aumenti significativi»

Roma - In Italia la patrimoniale c'è già ed è tra le più salate. Gli italiani (i lettori del Giornale per primi) lo sanno bene. Fino a ieri sembravano ignorarlo alcune istituzioni internazionali, quelle che continuano a raccomandarci un inasprimento delle tasse sulle proprietà, immobili in testa, per finanziare un riduzione di quelle che gravano sul lavoro. Ieri la capofila di queste istituzioni sembra avere cambiato idea. L'Ocse ha riconosciuto che l'Italia, insieme ad Argentina, Belgio, Turchia, Ungheria e Sud Africa, è tra i paesi che ha visto le tasse sulle proprietà registrare «aumenti significativi» fra il 2000 e il 2015, in relazione al valore complessivo del Pil. Nel rapporto Tax policy reforms 2017 si spiega che la pressione fiscale è aumentata in 21 paesi e calata in 15. All'interno dei 21 paesi che l'hanno aumentata, l'Italia è nel gruppo più ristretto che le ha incrementate in maniera significativa.

L'Ocse spiega che l'aumento del gettito potrebbe essere dovuto ad un apprezzamento degli immobili. Da escludere, visto che il mercato immobiliare italiano ha dato il peggio proprio in quegli anni. Quindi, in Italia, con buona pace del partito delle tasse che chiede una nuova patrimoniale, le case valgono meno e sono tassate sempre più.

Significativo che l'appello venga dall'Ocse, organizzazione che riunisce le democrazie con un'economia avanzata. Intanto perché è stato il primo organismo a chiedere di aumentare le tasse sul mattone (seguita poi dalla Commissione europea). Poi perché il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan è molto vicino all'organizzazione che ha sede a Parigi. A questo punto sarà difficile per il governo ignorare un fatto noto a tutti, tranne che a molti policy makers.

«All'Ocse hanno appreso delle recenti novità fiscali italiane», ha ironizzato via Twitter il presidente di Confedilizia Giorgio Spaziani Testa. L'ultimo bollettino di Bankitalia ha dato conto della debacle del settore immobiliare. Vero, come sostengono addetti al settore, che il numero delle compravendite è aumentato. Ma è anche vero che il valore delle compravendite è in costante diminuzione. Ieri anche l'Agenzia delle Entrate ha confermato questa tendenza. Segno che gli italiani, soprattutto proprietari di seconde case, stanno svendendo.

La tentazione di attingere di nuovo agli immobili o comunque alle proprietà degli italiani è sempre viva. Anche perché la prossima legge di Bilancio si giocherà sul filo degli «zerovirgola». La manovra netta è già sopra i 20 miliardi.

Ieri si è tenuto il secondo atteso incontro tra Cgil, Cisl e Uil e il ministro del Lavoro Giuliano Poletti sulle pensioni. I sindacati hanno fatto delle proposte per allargare a una platea più vasta di donne l'Ape social, l'anticipo della pensione di tre anni gratuito per alcune categorie. Il ministro si è limitato a dire che valuterà le proposte. Poco prima, a un'audizione parlamentare, aveva detto che l'Ape social non discrimina gli autonomi e comunque la platea degli interessati, è stata una scelta «del legislatore». Che sarebbe il governo.

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