Anche la Consob francese mette Vivendi nel mirino

15 Settembre Set 2017 10 giorni fa

In campo l'Amf, per Bollorè cresce il rischio di dover consolidare il debito Tim. Pronta la notifica al governo

Maddalena Camera

Vivendi al centro della bufera. La società, per cercare di evitare la multa da 350 milioni di euro, sta velocizzando la comunicazione al governo italiano, che dovrà decidere anche sul Golden Power, dove ammetterà di avere «la direzione» e «il coordinamento» su Telecom Italia, ma, ovviamente non il controllo. Per quest'ultimo ci ha già pensato la Consob ad imputarglielo, anche se, sia Vivendi che Tim, hanno già annunciato il ricorso contro il verdetto dell'Autorità di Giuseppe Vegas. Nel frattempo però anche l'Autorité des marchés financiers (Amf), la Consob francese, si sta interessando da vicino alla questione del controllo di Telecom da parte di Vivendi. L'Amf, infatti, ha chiesto al gruppo guidato dal finanziere bretone Vincent Bolloré di presentare un'analisi precisa degli elementi che gli avrebbero permesso di sostenere di non controllare Tim. L'analisi dell'Amf è ancora in corso ma se dovesse essere positiva come quella dei colleghi italiani della Consob difficilmente Vivendi potrebbe evitare di dover consolidare nel suo bilancio il debito di Tim, che ammonta a circa 26 miliardi di euro. «Sarebbe un disastro», hanno commentato ieri alcuni quotidiani francesi.

Vivendi aveva precisato in occasione della presentazione dei conti semestrali che il gruppo «per quanto riguarda l'esistenza di una posizione di controllo legata ai principi contabili internazionali, non ha il potere di guidare le politiche finanziarie e operative di Telecom, al senso della normativa Ifrs 10».

Di diverso parere Consob che ha potuto trarre le sue conclusioni tenendo anche conto che lo stesso collegio sindacale di Telecom aveva segnalato il controllo dei francesi sulla società italiana. Insomma il clima non è disteso anche dentro la stessa Telecom dopo l'allontanamento dell'ad Flavio Cattaneo che evidentemente non era più in sintonia con il principale azionista, Bolloré, ossia il patron di Vivendi che controlla Telecom con il 23,9%, una quota quasi al limite della soglia d'Opa che è al 25 per cento. Quanto all'obbligo di notifica al governo questo è previsto anche per la direzione e coordinamento. Almeno secondo la legge sui poteri speciali che assegna al governo italiano prerogative su alcuni impianti ritenuti strategici, come è il caso delle reti Telecom. I francesi sono comunque pronti a smentire l'interpretazione data da Consob e quindi si limiterà a notificare all'esecutivo di Gentiloni solo la «direzione e il controllo».Secondo indiscrezioni comunque i francesi ritengono che le tensioni che si stanno creando siano una conseguenza dello scontro fra Italia e Francia sulla proprietà dei cantieri Stx. E se i due governi trovassero un'intesa su quel dossier, al vertice del 27 settembre, la pressione dovrebbe allentarsi.Telecom sta comunque valutando diverse opzioni per la cessione della controllata Sparkle, che gestisce i cavi su cui passano le comunicazioni, voci e dati, oltreoceano e che è considerata strategica dal governo italiano.

Tra le opzioni ci sarebbe la vendita o la separazione societaria di Sparkle all'interno di Telecom per farla restare sotto guida italiana.

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